Carrington

GRAN BRETAGNA - 1995
Carrington
In Inghilterra nel 1915, la pittrice Dora Carrington conosce lo scrittore Lytton Strachey e ai primi sentori di una guerra mondiale nasce la loro singolare storia d'amore. Lui un barbuto omosessuale, obiettore di coscienza e con battute e modi alla Oscar Wilde; lei giovane androgina straripante energia e disprezzo per le focose attenzioni dei maschi, come il fidanzato Mark Gertler, pittore ebreo che per quattro anni tenta invano di sedurla. Poi Dora si dichiara a Lytton, con grande rabbia di Mark, che giunge a percuotere lo scrittore. I due vivono insieme e quando il giovane ex ufficiale Ralph Partridge entra nelle loro vite inizia un inedito e provocatorio menàge a tre, con Dora che sposa Ralph per tenerlo legato a Lytton e con costui che sovraintende il loro viaggio di nozze a Venezia. Quando appare Gerald Brenan, reduce dalla Spagna, amico di Ralph, la sua sensibilità romantica colpisce Dora, che ne diviene amante. Poi, finalmente, Lytton comincia a guadagnare con i suoi libri: tra le sue conquiste il giovane Roger Senhouse. Mentre Ralph si innamora di una giovane donna, Frances, Dora accentua la dicotomia tra la devozione per Lytton e le sue evoluzioni sessuali che includono ben presto un aitante capitano, Beacus Penrose, che la porta in crociera sul suo battello. Ma nel 1932 Lytton si ammala: un tumore allo stomaco ne provoca la morte. Invano Ralph, ormai sposo di Frances, cerca di proteggere Dora dalla depressione. Lasciata sola, incapace di vivere senza Lytton, Dora si uccide.
  • Durata: 120'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: libro "Lytton Strachey" di Michael Holroyd
  • Produzione: RONALD SHEDLO, JOHN MCGRATH
  • Distribuzione: I.I.F. - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO LUGLIO 1995

- FESTIVAL DI CANNES 1995: PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA, PREMIO AL MIGLIORE ATTORE, PREMIO SNGCI AL MIGLIORE ATTORE.

- CHRISTOPHER HAMPTON HA COMINCIATO AD OCCUPARSI DI "CARRINGTON" DAL 1976, QUANDO LA WARNER GLI HA AFFIDATO IL COMPITO DI SCRIVERE LA SCENEGGIATURA. IL PROGETTO, COMPLETATO IN DODICI MESI, RIMASE NEL CASSETTO FINO AL '93, QUANDO LA REGIA FU AFFIDATA A MIKE NEWELL. MA IL TRASFERIMENTO DI QUESTI A HOLLYWOOD "COSTRINGE" HAMPTON A DEBUTTARE DIETRO LA MACCHINA DA PRESA.

CRITICA

"Un costante ricamo psicologico, molta finezza nel dosare i passaggi narrativi, una sottile attenzione al dipanarsi di quegli atteggiamenti ora amorosi ora solo affettivi che finiscono per costituire il vero succo dell'intreccio, con una straordinaria capacità di ricreare i caratteri dei due protagonosti anche con dettagli minimi, tutti però con colori e sapori di effetto, molto meditati. Attorno l'Inghilterra fra il venti e il trenta, mostrata quasi di sfuggita, ma concreta, con il suo stile giusto, i suoi gusti. Completa una così abile ricerca di perfezione in ogni campo l'interpretazione dei due protagonisti: Emma Thompson, come Carrington, è solo tensioni, baldanze e poi fondi sconforti, Jonathan Price come Lytton sa essere frivolo e snob senza un eccesso, prudente nei gesti. Un duetto "letterario" che diventa puro cinema." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 settembre 1995)

"Poche volte si è visto un film entrare in punta di piedi e con perfetta sintonia nella vita di una coppia; e qui bisogna dire che il gioco vale la candela in quanto Gilles e Dora attraversano gli anni Venti con l'ardimento di due sperimentatori di una nuova morale allora tutta da inventare." (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 3 settembre 1995)

"Quasi un bellissimo film, registravo da Cannes: "quasi" perché la media delle sue singole qualità è più alta del giudizio che se ne può dare complessivamente. Forse, a fare difetto è proprio il personaggio di Dora Carrington, che resta elusivo almeno fino al momento della sua morte." (Irene Bignardi, 'La Repubblica', 13 settembre 1995)

"Siamo, come si sarà capito, nei paraggi di Ivory, ma in Hampton c'è una concisa energia drammaturgica che gli dà una marcia in più. Lo si sente specialmente nel modo con cui stacca, passa e va nei momenti forti dell'azione e del dialogo. Da affissione la battuta di Strachey morente: "Se è questa la morte, devo dire che non è un granché". (Morando Morandini, 'Il Giorno', 13 settembre 1995)
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