Belle epoque

SPAGNA, PORTOGALLO - 1992
Belle epoque
Nel 1931, in Spagna, nel disordine generale conseguito alla caduta della monarchia, Fernando, un giovane disertore, fugge attraverso i campi. A un certo punto incontra Manolo un anziano pittore solitario, che vive appartato, con abitudini frugali. Il giovane viene accolto con spontanea cordialità e i due diventano amici. Quando però stanno per arrivare da Madrid le quattro figlie di Manolo, Clara, Violeta, Rocìo e Luz, per trascorrere una breve vacanza col padre, Fernando deve lasciare l'amico. Se non che alla stazione, proprio mentre sta per salire in treno, Fernando incontra le quattro ragazze, e ci ripensa: resterà ospite di Manolo e si sbriglierà in una serie di avventure amorose, passando senza scrupoli dall'una all'altra delle quattro donne - col beneplacido del genitore - fino alle nozze con una di loro. Ricorderà quell'estate di libertinaggio consentito come la sua "belle époque".
  • Altri titoli:
    The Age of Beauty
  • Durata: 110'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: SCOPE A COLORE
  • Produzione: F. TRUEBA - ANDRES VINCENTE GOMEZ - LOLA FILMS - ANIMATOGRAFO PROD. LDA, SPAGNA, PORTOGALLO
  • Distribuzione: LUCKY RED (1993) - IBEROAMERICANA FILMS (SPAGNA) - T.C. FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- SUONO: GEORGES PRAT.

- PREMIO OSCAR 1993 AL MIGLIOR FILM STRANIERO.

CRITICA

"Da Trueba, ex critico di "El Pais" più volte segnalatosi nei festival internazionali (a partire dalla sua 'Opera prima' di nome e di fatto in programma a Venezia nel 1980), ci si poteva aspettare un film meno manieristico e inconsistente."(Alessandra Levantesi, La Stampa).
" Il concentrato degli attori è a suo modo perfetto, con accentuate componenti buffe. Le voci delle quattro fanciulle in fiore sono fra loro complementari e tutte molto intonate e brillanti." (Maurizio Porro, Il Corriere della sera).
" Picaresco e truffaldino, disputando d'amore, politica e religione, burlandosi di santi, fanti e amanti, in compagnia d'un affiatato manipolo di attori della nuova ondata (la 'Nueva ola') premiatissimi in patria, che sembrano divertirsi un mondo a spagnoleggiare, a stupirsi, e ad agitarsi." (Fabio Bo, Il Messaggero)
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