Arrivano i gatti

ITALIA - 1979
I "Gatti di Vicolo dei Miracoli" sono quattro giovanotti di Verona con velleità di complesso artistico che, tuttavia, sino ad oggi sono riusciti a dare spettacolo soltanto davanti ai vecchietti del Pensionato della Vergine della Vigna. Umberto, il pianista, lavora nella scuola di danza classica della Baronessa Olga Romanoff. Nini filosofeggia da venti anni nel bar, leggendo e commentando ai clienti amici i fatti del giorno. Jerry è un massaggiatore ricercatissimo in una palestra per tardone alla disperata ricerca di dimagrire di qualche chilo. Franco tira a campare nello studio di un notaio. Quando, per ragioni diverse, i giovanotti vengono licenziati, ricevuta una lettera da Roma, vi si precipitano per una audizione. Ma al loro arrivo scoprono che la "New Telecineramek", unica loro speranza, è stata chiusa dall'irrompente tenente La Pezza. Giunti a Cinecittà per qualche comparsata, sono costretti a fuggire velocemente dopo non pochi guai provocati da loro. Il produttore Bonivento sarebbe disposto ad assumerli, ma anche in casa sua arriva l'infaticabile La Pezza. Disperati e affamati, i quattro vagano nel supermercato Silos e vengono scambiati per malviventi. Ancora una volta accorre La Pezza che organizza un autentico assedio. Quando arriva anche la TV, finalmente, i Gatti appaiono sul piccolo schermo, durante il telegiornale, mentre si esibiscono davanti agli ostaggi, al direttore del Silos e alle impiegate tutt'altro che terrorizzate. La TV, sempre alla caccia di "volti nuovi", li ingaggia.

CAST

CRITICA

"Anche se i Gatti non eccellono per 'puro spirito ebraico newyorchese' come continua a ripetere uno di loro, hanno una notevole carica di simpatia e costituiscono un gruppetto affiatato, paragonabile ai francesi Charlots degli esordi. Il tipo di comicità che propongono è abbastanza vario e si esplica tanto in battute satiriche (con preferenza di quelle impostate su titoli di film famosi: Quel treno per Yuma, I guerrieri della notte; oppure riferentisi ad attalità di ogni tipo: 'il Discendente straniero del Santissimo Pietro', 'Bergman che ha dovuto pagare le tasse e si è sentito male', 'il treno per Lourdes che parte da solo, miracolo!' e così via), quanto in gags satiriche. Sempre secondo le dichiarazioni dei protagonisti, il loro umorismo sarebbe 'avanti di 10 anni', ma in realtà, è piuttosto tradizionale, cabarettistico, fine a se stesso e tenuto faticosamente insieme da una trama assai tenue. Nel susseguirsi a tutto spiano di battute e di scenette è possibile raccogliere sprazzi di comicità godibili." (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 89, 1980)
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