Natale da chef

Massimo Boldi ritrova Neri Parenti ed è (quasi) cinepanettone doc: un rutto ci seppellirà. Eppur si ride, ed è l'unica cosa che conta

11 dicembre 2017
3/5
Natale da chef

Neri Parenti is back. E pure Cipollino, alias Massimo Boldi. Manca solo Christian De Sica, per ricomporre il tris che è esso stesso cinepanettone.

Invece, no, tocca accontentarsi del duo, che comunque dà nell’occhio e, ehm, anche altrove. Complici – su tutti – Biagio Izzo, Dario bandiera e Enzo Salvi, il canovaccio è trito epperò gustoso, triviale e sapido, ovvero incommestibile e godibile insieme: “Mi sono ammazzato una palla!”, “Che colore c’ha ‘sta sciolta? Che s’è mangiato ‘sto cane, i pennarelli?”, “La sminchio tutta!”, “A furia di succhiarmelo a me lo ha allungato”, “Non c’è cosa più divina che ciularsi la nonnina”.

Per gli amanti della cronaca di palazzo, c’è anche – il sosia, ovvio – Paolo Gentiloni in diarrea sulla tazza che prende a male parole – il già mitologico “culona” – l’omologa Angela Merkel. Il resto è piedi e peti, olive e cacca di capra, gerontofilia, anosmia e finissima commedia degli equivoci: va da sé, l’ambientazione culinaria con Boldi chef – barcolla di vecchiaia ma non molla – incapace e gli altri a ruota è pleonastica, a meno che la radice non contempli le terga.

Un rutto ci seppellirà. Eppur si ride, ed è l’unica cosa che conta.

  • Marco Severini

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