Giovani, tocca a voi

Il Fondo Diamo Lavoro di Caritas Ambrosiana aiuterà anche i NEET (Not in Education, Employment or Training). Allargati i criteri di accesso, grande successo per il workshop "I mestieri del cinema"
20 dicembre 2017
Educational, In evidenza
Giovani, tocca a voi

“Il Fondo Diamo Lavoro aiuterà anche i giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet (Not in Education, Employment or Training)”. Lo ha annunciato il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti.

A fine novembre il Consiglio di Gestione ha adottato nuovi criteri di selezione del Fondo, allargando la platea dei potenziali beneficiari. Grazie a questa riforma anche i giovani disoccupati di età compresa tra i 18 e i 24 anni che vivono a casa dei genitori potranno accedere direttamente agli aiuti.

“Fino ad ora la domanda al Fondo poteva essere presentata solo dal capofamiglia anche per i figli conviventi. Costoro potevano ottenere la borsa lavoro per il tirocinio, ma l’accesso alla misure era mediato dai loro genitori e comunque sempre valutato nel contesto familiare. Ora invece potranno essere i giovani a farsi avanti e a concordare con gli esperti del lavoro il progetto individuale di riqualificazione professionale”, ha spiegato Gualzetti.

La decisione di allargare i criteri di accesso è stata assunta dopo aver analizzato proprio le richieste raccolte dai volontari nei 60 distretti territoriali, gli “sportelli” aperti presso le parrocchie, cui le persone si rivolgono per chiedere il sostegno del Fondo.

“Siamo in una fase complicata, l’osservazione sul campo e i dati dei più autorevoli centri di ricerca da tempo segnalano un’emergenza povertà tra i giovani. Vogliamo dare una risposta più diretta e più efficace a loro. La crisi sarà alle nostre spalle davvero solo se ridurremo la disoccupazione giovanile», ha osservato Gualzetti che ha citato i dati presentati proprio recentemente dall’istituto Toniolo secondo cui la Lombardia è la terza regione in Italia per presenza, in valore assoluto, di giovani che non studiano e non lavorano (239mila Neet dato Istat 2016) ma, proprio in Lombardia, il loro incremento rispetto agli anni precedenti alla crisi è superiore alla media nazionale (+6,1% rispetto a +5,5% tra 2007 e 2016).

L’attenzione del Fondo Diamo Lavoro per i giovani è testimoniata anche dai workshop “I mestieri segreti del cinema” che si sono conclusi ieri con l’ultimo incontro svoltosi nelle sede di Caritas Ambrosiana.

Realizzato da Fondazione Ente dello Spettacolo, nell’ambito del progetto Pro-fondo Milano, finanziato dalla Siae con il bando S’illumina, il corso è stato frequentato da 100 giovani, tra i 16 e i 30 anni, selezionati dalla Fondazione San Carlo e Fondazione Clerici, specializzate nelle formazione professionale rivolta a fasce disagiate.

 

Ascoltando proprio i loro pareri la giuria ha selezionato i tre video vincitori del contest lanciato da Zooppa nella community di creativi che fa riferimento alla piattaforma on line. Il primo dei tre video vincitori è stato scelto per diventare lo spot ufficiale del Fondo Diamo Lavoro.


Il video è stato realizzato da Federico Cavallini, giovane filmmaker freelance e video editor che ha già al suo attivo importanti collaborazioni e riconoscimenti. Gli altri due video selezionati saranno ottimizzati per essere utilizzati nelle successive fasi della campagna di comunicazione del Fondo Diamo Lavoro.

Il Fondo Diamo Lavoro, un anno di attività

Partito nell’ottobre 2016, per volontà dell’allora Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, come terza fase del Fondo Famiglia Lavoro, ha raccolto finora ad ora 2.434.929,19 euro di cui 699.780 mila provenienti da privati cittadini, 74mila da parrocchie.
L’attività erogativa iniziata nell’estate del 2017 ha permesso di finanziare 21 tirocini a favore di altrettante persone per mansioni di segreteria, magazziniere, cuoco, grafico, addetto alla pulizia, odontotecnico. I beneficiari che si stanno riqualificando sono per quasi due terzi italiani (15 persone), un terzo ha meno di 35 anni (7 persone), la maggioranza sono donne (12 persone).

Le storie

Francesca, 22 anni, milanese, un diploma in grafica, non è mai riuscita a trovare il lavoro per il quale aveva studiato. Ma siccome in famiglia non se la passano bene – il papà è disoccupato e bisogna tirare avanti con il solo stipendio della mamma – si era adattata a fare di tutto: dal volantinaggio alle pulizie in casa. Ma ad un certo punto anche quei lavoretti erano venuti meno. Poteva essere una maledizione. Ed invece, proprio quel momentaneo periodo di crisi, si è rivelato un’opportunità. È stato proprio a quel punto della sua vita che Francesca si è convinta a chiedere aiuto e a rimettersi in gioco. Grazie al Fondo ha iniziato un tirocinio in una piccola aziende di grafica pubblicitaria a Monza. Il titolare è rimasto molto impressionato dalla sua capacità e tenacia e le ha già detto che è pronto a metterla a contratto se arriverà il prossimo mese la commessa che sta aspettando.

Samantha, 45 anni, un diploma a Brera come illustratrice, ha sempre lavorato come libera professionista. I suoi clienti principali erano le scuole alle quali proponeva corsi di disegno. Da molti anni, le richieste di collaborazione erano diventate sempre meno frequenti. Poi c’era stata la maternità e il lavoro era diventato sempre più una questione secondaria, potendo contare sullo stipendio del marito che però, due anni fa, muore improvvisamente, facendola precipitare nell’angoscia più nera. “Ho cercato un lavoro qualsiasi, come barista, segretaria, un’occupazione pur di guadagnare qualcosa e tenere la testa occupata. Ma ho ricevuto solo porte in faccia. Al centro per l’impiego mi hanno detto che per una come me, fuori da mercato da così tanto tempo, c’erano poche speranze: mi sono sentita come una che aveva perso un treno che non era mai passato”.
Grazie al Fondo, dal mese scorso Samantha sta facendo un tirocinio in un’agenzia immobiliare di Como. Per loro ha curato il catalogo delle ville sul lago per la clientela più agiata, in genere stranieri, russi e americani.
“Non so se potrò rimanere qui come grafica, a me andrebbe bene anche un posto come segretaria. Si vedrà. Intanto, grazie ai volontari del Fondo, sto ritrovando una cosa che avevo perso: fiducia in me stessa”, racconta.

Come funziona il Fondo Diamo Lavoro
Nata dall’esperienza delle edizioni precedenti del Fondo Famiglia Lavoro, la nuova fase è stata ribattezzata dal cardinale Scola «Fondo Diamo Lavoro» per evocare anche nel nome una delle opere di misericordia da suggerire ai fedeli come eredità dell’Anno Santo. Superando l’approccio emergenziale delle due fasi precedenti, il Fondo Diamo Lavoro concentra tutte le risorse e gli sforzi per favorire la ricollocazione nel mercato del lavoro attraverso lo strumento del tirocinio, cercando un’alleanza con le imprese.
Destinatari del Fondo sono le persone residenti sul territorio della Diocesi Ambrosiana, con almeno un figlio a carico e disoccupate da non prima del mese di luglio 2015, oppure che, alla stessa data, abbiano cessato di beneficiare delle provvidenze pubbliche previste a favore di chi ha perso il lavoro.
In seguito ai nuovi criteri introdotti del consiglio di gestione, l’accesso al Fondo è esteso oltre che ai giovani tra i 18 e i 24 anni disoccupati che vivono coi genitori anche a chi è occupato a tempo ridotto con contratti fino a 12 ore settimanali, a chi dopo il 2015 ha lavorato per non più di 3 mesi continuativi.
Per queste persone il Fondo, attraverso la rete delle associazioni aderenti, predispone percorsi di reinserimento nelle imprese che abbiano espresso la loro disponibilità, attraverso l’istituto del tirocinio di reinserimento lavorativo. Per tutta la durata del progetto, da tre a sei mesi, ogni tirocinante riceve un borsa lavoro, non inferiore a 400 euro mensili, come indennità, finanziata dal Fondo.
Per accedere agli aiuti, le persone che hanno perso il lavoro si rivolgono ai distretti del Fondo Famiglia Lavoro operativi nei decanti della Diocesi di Milano. Gli “esperti del lavoro” – volontari scelti tra chi ha maturato già esperienze nell’ambito della selezione e ricerca professionale – valutano i profili e individuano i percorsi formativi insieme ai rappresentanti territoriali indicati dalle associazioni imprenditoriali, in base anche alle opportunità del mercato del lavoro locale. I tirocini così individuati, una volta approvati dal consiglio di gestione del Fondo Famiglia Lavoro, sono erogati dalla Fondazione San Carlo che coordina le attività avvalendosi anche dell’apporto degli altri enti presenti in diocesi accreditati dalla Regione Lombardia per la formazione professionale. Il tirocinio non garantisce in nessun modo l’assunzione, ma favorisce l’incontro tra il beneficiario e l’impresa che può gettare le premesse per un effettivo rapporto lavorativo.

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