Il traditore tipo

Our Kind of Traitor

GRAN BRETAGNA - 2015
Durante una vacanza a Marrakech, una coppia inglese, Perry e Gail, fa amicizia con un appariscente e carismatico uomo d'affari russo di nome Dima, che si rivela essere un boss del riciclaggio di denaro appartenente alla mafia russa. Perry e Gail accettano di aiutare Dima a fornire informazioni confidenziali ai servizi segreti inglesi, ritrovandosi così coinvolti nel mondo dello spionaggio politico internazionale. Tra Parigi e Berna, le Alpi francesi e i bassifondi di Londra, la coppia vive un pericoloso viaggio che li porterà a stringere alleanza con il governo britannico tramite uno spietato e determinato agente segreto dell'MI6.

CAST

CRITICA

"E' una sicurezza il fascino di le Carré. (...) Il film racconta con minime variazioni come la Russia post guerra fredda sia ancora una minaccia. Diversa non più confronto tra spie rappresentanti due modelli alternativi. (...) Se nell'universo grigio delle spy stories 'classiche' un codice separava i buoni dai cattivi, ora chi-tradisce-chi resta una domanda senza risposta." (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica', 5 maggio 2016)

"A trasporre per il cinema un bel libro (...) si rischia; e infatti il film di Susanna White disattende le aspettative. A essere in questione è la scelta, rafforzata dalla morbida patina fotografica, di levigare il racconto, annacquandone tensione e spessore amaro. Idealista suo malgrado, a dispetto dello sguardo disincantato che poggia sulla realtà de l marcio mondo globale dopo la caduta del muro, le Carrè ha sempre mostrato una propensione per gli eroi per caso come Perry (...). Ewan McGregor emana la dovuta innocenza, ma copione (di Hossein Amini) e regia non gli consentono di far vibrare altre note; mentre incarnando con densa fisicità Dima, è il solo Stellan Skarsgård a far scattare sullo schermo la molla di disillusa umanità che permea la pagina." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 maggio 2016)

"Un altro romanzo di John le Carré che finisce al cinema, in cifre come sempre molto plausibili e ben architettate in funzione delle tensioni che debbono suscitare nello sfondo dei riciclatori di denaro sporco per la mafia russa. (...) Un groviglio ben orchestrato perché le Carré sa il fatto suo e lo sa per lunga esperienza anche il suo sceneggiatore Hossein Amini (...). La regista Susanna White (...) ha curato l'ambientazione, spesso esotica e dato l'argomento e le Carré che lo aveva immaginato si è molto impegnata nei ritmi sempre molto tesi fatti abilmente scaturire da un seguito di situazioni particolarmente grammatiche. Le sostengono degli interpreti in grado di passare senza fratture dagli affanni dei drammi alle pause sentimentali o meglio soprattutto affettive (...). Il più espressivo, l'attore svedese Stellan Skarsgård nei panni del russo, affiancato però con modi verosimili e accenni giusti dagli inglesi Ewan McGregor e Naomie Harris, i due coniugi." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 5 maggio 2016)

"Una rilettura de 'L'uomo che sapeva troppo' di Hitchcock? No. Il decimo adattamento cinematografico per le Carré dal suo 22mo romanzo spy. Niente male l'idea della coppia borghese trascinata, e forse per questo salvata, dentro pedinamenti, interrogatori, mala russa e simpatici riciclatori amanti del tennis. (...) bella e vivace la strana coppia McGregor-Skarsgård . Somiglia a un'avventura della Highsmith? Sì, ma il tocco di le Carré si fa sentire quando il discorso si fa, da privato, geopolitico, e il tradimento potrebbe allargarsi a un governo inglese ormai succube del denaro russo. (...) La regista White, veterana di fiction tv, non è interessata troppo all'azione né alla tensione. Per lei è più importante filmare tre maschi vecchio stile (prof, faccendiere e spia britannica) che non vogliono più tradire. Almeno le loro famiglie." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 5 maggio 2016)

"Piacerà ai fan di John le Carré naturalmente. Che da quasi 60 anni seguono lo scrittore inglese (ex agente dell'MI6) convinti a ragione che John oltreché appassionante creatore di trame, sia rimasto aggiornatissimo, sappia dove e come s'è giostrato il gioco degli inganni negli anni seguiti alla fine della guerra della fredda. (...) come è stato messo in pellicola l'universo sempre più cupo di le Carré? Abbastanza efficacemente, anche se Susanna White non è all'altezza dei registi «lecarristi» del passato (Lumet, Ritt). Intendiamoci, la ragazza filma bene. L'inizio è fulminante, la conclusione non delude, e la tensione non cala mai durante i 147 minuti. Ma per fare Perry ci voleva un divo carismatico (il personaggio si ritrova sulle spalle tutta l'azione). E Ewan McGregor è e sarà sempre una patata bollita. Attore pulito certo, ma presenza quasi inerte quando non gli danno un grosso sparring partner. Nella prima parte glielo danno, il grande StelIan Skarsgård che fa Dima. Poi deve fare da solo. Ed è spesso un ectoplasma." (Giorgio Carbone, 'Libero', 5 maggio 2015)

"(...) il thriller non regala mai la giusta tensione, piuttosto prevedibile nei suoi snodi importanti." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 5 maggio 2016)
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