Nell’anno di Strehler

23 Dicembre 2021

100 anni dalla nascita di uno dei Maestri del Teatro Italiano, quel Giorgio Strehler, a cui la Nostra Patria ha dedicato nel bene e nel male, questa soprattutto degli ultimi anni di vita, ammirazione e antipatie.

Per ricordarlo all’alba del nuovo anno che verrà, sabato 1 gennaio 2022, alle 15.05, verrà messo in onda su RaiTre “Strehler, com’è la notte?”, di Alessandro Turci, titolo che mutua una delle battute più celebri da “Vita da Galileo” di Bertold Brecht, che il Maestro di origini Triestine traspose in scena in uno dei suoi capolavori messi in scena al Piccolo di Milano, a cui diede vita con Paolo Grassi nel 1947 divenendo uno dei luoghi di prestigio dove poter vivere il Teatro e fare Cultura in Italia e in Europa.

Prodotto da Dugong Films e RAI Documentari, in collaborazione con Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, “Strehler, com’è la notte?” è stato presentato in prima assoluta con grande attenzione prima al 39mo Torino Film Festival, e poi a Milano in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano.

Diretto da Alessandro Turci e scritto insieme a Federica Miglio e Antonia Ponti, “Strehler, com’è la notte?” è nato in occasione di Strehler100, e vede anche la collaborazione del Museo Teatrale Carlo Schmidl Comune di Trieste “Fondo Giorgio Strehler” e dell’Archivio Storico Teatro Alla Scala.

Incontriamo Alessandro Turci e Andrea Jonasson (attrice e moglie di Giorgio Strehler).

Un anno di celebrazioni che ha dato parecchi nobili frutti.

Un altro a cui dare voce, nella possibilità di essere visto su Sky Arte dopo essere stato presentato alla Festa del Cinema di Roma, è “Essere Giorgio Strehler”, un documentario di Matteo Moneta e Gabriele Raimondi, per la regia di Simona Risi.

“Sono Giorgio Strehler che vi parla, tra gli scettri e le corone, tra i ventagli e le spade…”

Inizia così, con la voce di Giorgio Strehler che si rivolge direttamente allo spettatore, il documentario dedicato al centenario della nascita di questo artista, di cui si è detto e scritto così tanto.

“Essere Giorgio Strehler, è un percorso inusuale, intimo, ricostruito attraverso sue interviste inedite o raramente ascoltate, con un taglio poetico e personale. La sua voce è l’io narrante: gli altri interventi sono ‘note a piè pagina’ che riprendono le sue parole per approfondire o chiarire alcuni punti del suo percorso, senza mai interrompere il suo racconto…

Prodotto da Didi Gnocchi per 3D Produzioni, il documentario si avvale di una serie di interviste registrate tra Parigi, Milano, Dusseldorf nel 1992. A queste si intrecciano altri materiali d’archivio. In particolare, dall’archivio del Piccolo Teatro. E ancora: dalle teche dell’Istituto Luce provengono altri filmati; come importante è stato il contributo del Museo Teatrale Carlo Schmidl di Trieste che conserva documenti e fotografie che ripercorrono l’infanzia e la giovinezza di Strehler, e la vita della sua famiglia di artisti.

Incontriamo Gabriele Raimondi (autore con Matteo Moneta del soggetto e sceneggiatura, e del montaggio del documetario); e Simona Risi (regista).

Servizio di Giacomo d’Alelio

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