Nel sogno Querido di Fidel

23 Dicembre 2021

Uno dei film, che hanno lasciato il segno, e che meritano maggior traccia in quest’anno di ripresa del cinema italiano (e non solo) in tempo di Pandemia, è il sogno leggero, mischiato di malinconia a darne ancor più peso, che la regista e sceneggiatrice Viviana Calò, all’esordio alla regia, ha realizzato con il suo Querido Fidel, raccogliendo al Bif&st-Bari International Film Festival 2021 il premio per la migliore regia intitolato ad Ettore Scola, e il Premio Gabriele Ferzetti come miglior attore protagonista a Gianfelice Imparato.

“Querido Fidel” scrive ogni mese Emidio (Gianfelice Imparato), attempato comunista napoletano, dal tinello di casa che ha trasformato in un’eccentrica roccaforte del socialismo reale… E quel che è strano è che il “comandante” gli risponda. Ogni mese. Direttamente dall’Avana. Perfino in quelle settimane del 1991, quando in periodo especial e con la protettiva Unione sovietica prossima alla dissoluzione, anche il baluardo caraibico del comunismo mondiale sembra avere i giorni contati… Una corrispondenza autoconsolatoria? Una mitomania?

Prodotto dalla stessa regista (con la sua Teleaut Produzioni), da Davide Mastropaolo (Audioimage) e da Dario Formisano (eskimo), in collaborazione con la colombiana Malintzin 14 e con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Campania e della Regione Lazio, il film è anche interpretato da Ninni Bruschetta, Marco Mario De Notaris, Antonella Stefanucci, Valentina Acca, Marcella Spina, Agamenòn Quintero e da Alessandra Borgia, fedele e compassionevole moglie del bislacco protagonista e deus ex machina dell’intreccio.

Abbiamo incontrato Viviana Calò (regista e sceneggiatrice), e i protagonisti Gianfelice Imparato (attore, commediografo e regista) e Alessandra Borgia (attrice).

Servizio di Giacomo d’Alelio

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