Vivere

Inverosimiglianza al potere: Francesca Archibugi, in scrittura con Francesco Piccolo e Paolo Virzì, dirige un film senza senso. Fuori Concorso a Venezia

31 Agosto 2019
1,5/5
Vivere

Se il pesce puzza dalla testa, il film dalla sceneggiatura? Il trio Francesca Archibugi, Francesco Piccolo e Paolo Virzì denuncia qualche affanno creativo e drammaturgico, non da oggi: vi ricordate Notti magiche, anno 2018, diretto da Virzì? Fuori concorso a Venezia 76, questo Vivere, regia della Archibugi, è drasticamente peggio: non se ne capisce il senso, ma si capisce fin troppo bene il distacco dalla realtà, di più, l’estraniamento dalla realtà del team di scrittura.

Prendiamo, per dirne uno, il giornalista precario, Luca, interpretato da Adriano Giannini: si parla a vanvera di boxini mesmerizzanti, battute (duecento) da tagliare come fatiche di Sisifo, rapporto con i capi e proposte contrattuali inverosimili, insomma, il giornalista che non c’è, meglio, che non esiste. E che male, per chi lo è sul serio.

Non è da meno la di lui consorte, Susi, incarnata da Micaela Ramazzotti: una macchietta svilente della madre-moglie-lavoratrice contemporanea. Personaggi, anzi, personaggetti con cui non solidarizzi, empatizzi mai: non è vivere, e nemmeno sopravvivere, è turlupinare la vita oggi, questo Vivere.

Attorno alla coppia lasca, una figlia che soffre d’asma; una ragazza au pair irlandese (Roisin O’Donovan) che è figlia di Maria e vedremo che altro; un vicino a mo’ di Grillo parlante ribattezzato Perind (crasi di perito industriale, boh), ovvero lo sprecato Marcello Fonte; l’ex moglie borghese di Luca (Valentina Cervi) e l’ex suocero avvocato (Enrico Montesano); il figlio di Luca tutto bowling, macchinetta e coca (Pierpaolo) e il luminare Marinoni, reso intensamente e però vanamente da Massimo Ghini.

A tenerli insieme, si fa per dire, un copione farcito di nonsense involontari, dialoghi insensati, sentimenti insensibili: si attende solo la fine.

Lascia una recensione

2 Commenti on "Vivere"

avatar
più nuovi più vecchi più votati
Eros
Ospite
Vedo con piacere che il film ti è piaciuto. Io sono un esercente cinematografico, da più di 30 anni , e penso che dopo una recensione del genere si possa fare a meno di programmare il film, lo hai massacrato, noi coi film ci viviamo , che siano belli oppure brutti, tu puoi parlare di film, è il tuo lavoro, però devi pensare che ogni persona vede il film a modo suo, perciò se una cosa non ti è piaciuta, e sinceramente leggendo le tue recensioni vedo che ti piace poca roba, cerca di essere un pochino più leggerò nei… Leggi il resto »
eusebio abbondanza
Ospite

Però Pontiggia non è l’unico ad aver stroncato il film. Il giudizio della maggior parte dei critici (e anche del pubblico veneziano) è piuttosto uniforme: un film brutto e scritto male. Piuttosto che prendervela con i critici non accondiscendenti, prendetevela con registi spompati e sceneggiatori senza idee. Sono loro che affossano il cinema italiano e danneggiano gli esercenti.

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy