Un momento di follia

Richet al remake di Berri. Ma 40 anni dopo di scandaloso è rimasto ben poco

22 Marzo 2016
2,5/5
Un momento di follia
Un momento di follia

Nel 1977 Claude Berri dirige Un moment d’égarement. È scandalo. Qualche anno più tardi (1984) Stanley Donen lo emula con Quel giorno a Rio. A quasi 40 anni dall’originale ci pensa Jean-François Richet a rinverdire i contorni di una liaison a dir poco in disequilibrio: anche qui, una coppia di amici (Cassel e Lindon), in vacanza con le rispettive figlie adolescenti (Lola Le Lann e Alice Isaaz), amiche anche loro, pronte a lasciarsi andare ad un’estate spensierata sulle coste della Corsica. Ma una notte di luna piena, complice l’alcool, Laurent (Cassel) non riesce a resistere alle avances di Louna (la figlia di Antoine, Lindon): lei crede di esserne profondamente innamorata, lui da quel momento non sa più come uscire da una situazione tutt’altro che piacevole.

Funziona bene la prima metà del film, quella di “preparazione” al fattaccio diciamo, dove Richet (che ritrova Cassel dopo averlo diretto nel dittico Nemico pubblico n° 1) presenta bene i suoi personaggi, Cassel divorziato, Lindon in crisi matrimoniale e le due ragazze social network addicted. Ragiona anche sul cambiamento dei canoni relativi al fascino (da questo punto di vista, il film di Berri fa davvero sorridere), ma oltre a questo rimane poco altro. Come dimostra anche il finale a là “volemose bene”.

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