Star Wars – Ep. III

Spettacolo assoluto ne La vendetta dei Sith, capitolo conclusivo della saga diretta da George Lucas

20 Maggio 2005
Star Wars – Ep. III
Star Wars – Ep. III - La vendetta dei Sith

Incubi premonitori ossessionano il cavaliere Jedi Anakin Skywalker (Hayden Christensen): la sua amata Padmé (Natalie Portman), da poco incinta, potrebbe perdere la vita. Per impedirlo, Anakin si farà corrompere dal Cancelliere Palpatine (Ian McDiarmid) – finalmente rivelatosi nella sua reale natura di Darth Sidious, signore dei Sith e futuro dittatore dell’Impero Galattico – lasciandosi ammaliare dal lato oscuro della Forza: la speranza di acquisire il potere per salvare Padmé lo allontanerà dal destino che gli era stato assegnato dalle profezie, quello di assicurare la pace in tutta la galassia.
Quasi trent’anni fa, George Lucas reinventò il cinema. Oggi, portando a compimento la saga che ha segnato, più di ogni altra cosa,  l’immaginario collettivo a livello planetario, lo stesso Lucas raggiunge vette di spettacolarizzazione assolute: Star Wars – Episodio III, di gran lunga superiore rispetto ai due precedenti capitoli, trova il suo maggior punto di forza nell’equilibrio stilistico/narrativo, nell’esplosione continua di luci e suoni, nella componente drammatica, mai così epica come in questo episodio, prologo conclusivo e al contempo risolutivo: la trasformazione che porterà il valoroso Anakin ad indossare le ombrose vesti del malvagio Darth Vader (che rifiutiamo di chiamare Lord Fener, come ancora accade nell’adattamento italiano)  è sofferta, motivata da un desiderio interiore incrollabile, quello di scongiurare la morte della sua donna. Alcune sequenze da antologia – la battaglia spaziale dei primi 20′, il duello fra il maestro Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) e l’allievo corrotto Skywalker sulle pendici laviche dell’Etna (scene che, fra l’altro, si vocifera siano state realizzate da Spielberg, da sempre amico di Lucas) – e un velo di catastrofismo politico, quanto mai attinente alle vicende del secolo appena trascorso e pericolosamente attuale (“E’ così che muore la libertà: sotto applausi scroscianti”, dirà Padmé in seguito alla conquista del Senato da parte di Darth Sidious), conducono lo spettatore a farsi partecipe di un crescendo emozionale significativo: il parto gemellare e la morte di Padmé, l’applicazione della maschera nera e il primo respiro di Darth Vader, la separazione e la consegna a due differenti famiglie dei neonati Luke e Leia, i due soli di Tatooine all’orizzonte chiuderanno e riapriranno il cerchio della saga. Il futuro, la rivolta contro l’Impero, è già stato scritto: per raggiungerlo basterà tornare al 1977.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy