Sogno di una notte di mezza età

Daniel Auteil torna per la quarta volta in regia, con una commedia tratta dalla pièce di Florian Zeller: poco incisivo

16 ottobre 2018
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Sogno di una notte di mezza età

La crisi di mezza età prima o poi colpisce tutti. Il desiderio di una vita pazza lontana dalle convenzioni e dalle abitudini ha già travolto in pieno Geràrd (Depardieu) che ha lasciato sua moglie per una giovane e sensuale venticinquenne (Adriana Ugarte). Ora investe anche il suo migliore amico Daniel (Daniel Auteil). L’incontro con la fidanzata dell’amico scuoterà infatti lo stabile equilibrio borghese che ha con la moglie (Sandrine Kiberlain) perché l’uomo inizierà a fantasticare sulla giovane spagnola.

Tratto dalla pièce teatrale di Florian Zeller dal titolo A testa in giù, Sogno di una notte di mezza età è una commedia tutta francese, diretta dal grande attore Daniel Auteil alla sua quarta regia dopo aver adattato tre volte sullo schermo Marcel Pagnol.

Il film però non funziona nonostante veda protagonisti due mostri sacri del cinema francese come Auteil e Depardieu. In parte non va proprio per il basso profilo di Depardieu lasciato sullo sfondo, tanto che quasi ce lo dimentichiamo (peccato era da tredici anni che non recitavano insieme e l’attesa era grande). Ma soprattutto il continuo nonché ripetitivo ping-pong tra il sogno e la realtà alla lunga stanca, destando noia sia per l’una che per l’altra. Così ben presto ci troviamo ad assistere a questa lunga cena a quattro sperando che arrivi al più presto il dessert.

Anche il dolce però delude e ci lascia con l’amaro in bocca (per quanto la scena di Daniel che getta la cioccolata in faccia alla ragazza dell’amico sia forse tra le più divertenti di tutto il film).

Troppi luoghi comuni e troppe banalità, vecchi metodi come l’attore che si rivolge solo dallo spettatore e una domanda: ma siamo sicuri che lui non lasci la moglie per amore e che non sia per semplice vigliaccheria?

Di certo c’è da chiedersi perché un attore vincitore del premio César e che da poco si è distinto per la magnifica interpretazione del professore di giurisprudenza in Quasi nemici (attualmente nelle nostre sale) voglia cimentarsi nella regia. Che soffra anche lui di una crisi di mezza età?

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Grazie interessante il riferimento alla piece teatrale e immenso depardieu

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