Remember

Egoyan torna a interrogarsi sul tema del genocidio e della memoria in un thriller senile, ondivago e con un finale scorretto

2 Febbraio 2016
2,5/5
Remember

I temi del genocidio e della memoria, da sempre chiodo fisso di Atom Egoyan, ritornano prepotentemente nell’ultimo lavoro del regista di origine armena, Remember. Nel film Christopher Plummer è un vecchio sopravvissuto di Auschwitz che vuol vendicarsi del gerarca nazista che sterminò la sua famiglia e che ora vive da qualche parte in America sotto mentite spoglie. La missione non sarà impossibile ma poco ci manca: il protagonista è un novantenne affetto da demenza senile, che dimentica praticamente tutto ogni volta che si addormenta. Perciò è in possesso di una lettera con tutte le istruzioni del caso…

Remember
non si distingue certo per originalità (la sceneggiatura è di Benjamin August): è praticamente la storia di This Must Be the Place, con un po’ di Memento e un pizzico de La famiglia Savage.
Non è tuttavia questo il suo maggiore problema. Colpisce negativamente semmai il tentativo ricattatorio di prendere prima lo spettatore per il cuore, offrendogli un tema sensibile come la Shoah e un personaggio strappalacrime (il pur bravo Christopher Plummer), e poi di spiazzarlo con un colpo di scena finale gratuito e poco credibile.

Egoyan piazza qua e là colpi da grande regista qual è (era?) – la lunga sequenza nella casa del figlio invasato dell’ex cuoco nazista ha una grande tensione drammatica; la capacità di tradurre lo smarrimento del protagonista, coinvolto in una cosa più grande di lui, indiscutibile; il fatto che il personaggio scordi tutto ma non come suonare il piano è un dettaglio non da poco, fondamentale nell’economia del racconto (perché rivela un indizio fondamentale per lo svolgimento della trama e perché sottolinea l’incorruttibilità dell’arte al cospetto delle vicende umane) – ma per lunghi tratti dirige svogliatamente. Dunque, nonostante il tema, il cast (c’è anche Martin Landau) e il titolo, Remember difficilmente verrà ricordato tra i suoi lavori migliori.

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