Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite

O fratellino o sorellina vi ho ritrovati ma vi perdo in tegamino: è tutta una rima cantata il nuovo film di Enzo D'Alò

17 novembre 2017
2,5/5
Pipì, Pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite

Che gran canaglia è Rosmabella non vedo l’ora di gustarmela in padella. E poi ancora: O fratellino o sorellina vi ho ritrovati ma vi perdo in tegamino. E’ tutta una rima cantata il nuovo film di Enzo D’Alò Pipì, pupù e Rosmarina in Il mistero delle note rapite. Alla ricerca della musica senza la quale non potrà essere eseguito il tanto atteso concerto di Ferragosto, i protagonisti della serie tv animata per bambini (78 episodi andati in onda su Rai Yoyo e Rai3) arrivano così per la prima volta sul grande schermo. La serie sceneggiata da Vincenzo Cerami e nata da un soggetto originale di Enzo D’Alò, già autore di numerosi film d’animazione come La Freccia Azzurra, Momo alla conquista del tempoOpopomoz e noto soprattutto per La gabbianella e il gatto e Pinocchio, vede in prima linea un simpatico orsetto lavatore, un uccellino paffutello e una coniglietta dalle lunghe orecchie bianche, che si chiama per l’appunto Rosmarina.

Questa volta i tre animaletti decideranno di rappresentare tre grandi opere classiche (L’Italiana di Algeri di Rossini, il Don Quichotte di Massenet e infine Lo Schiaccianoci di Cajkovskij) con l’aiuto degli altri compagni del bosco nella speranza di vedere ritornare le note e di svelare così il mistero del loro rapimento.

Tra conigliette che rischiano di essere cucinate in Salmì, Don pipisciotte innamorati che cantano le serenate e topi ladroni melomani, Enzo D’Alò, insieme ad Annalaura Cantone che ha creato i personaggi e a Daniele Di Gregorio che ha composto la musica, dà vita a una storia picaresca, surreale, stralunate e coloratissima. Una storia con le voci di Giancarlo Giannini e Francesco Pannofino raccontata con leggerezza e poesia e adatta non solo ai bambini, ma anche agli adulti. Unica nota stonata: difficilmente i bambini più piccoli, di età prescolare, riusciranno a seguire e a capire pienamente tutto il film, sia per la durata (82 minuti mentre le puntate tv erano di 7 minuti ciascuna) che per la quantità di parole difficili come appunto “melomane” e la costruzione narrativa di più storie all’interno di una storia.

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