Pepe Mujica – Una vita suprema

Kusturica firma un documentario equilibrato e profondo sull’uomo, politico e combattente uruguaiano

14 Ottobre 2019
3/5
Pepe Mujica – Una vita suprema

Quarantesimo presidente dell’Uruguay, dal 2010 al 2015, eppure molto di più. Tanto di più che Kusturica può permettersi, nel suo documentario Premio della Giuria in sezione Orizzonti di Venezia 76, di approcciarlo ripetutamente da punti di vista diversi.

Primo fra tutti, l’uomo, lo sguardo, il sorriso. Solo in un secondo momento, il Presidente, e sempre in tono minore. Come se “Pepe” (all’anagrafe José Alberto Mujica Cordano) incarnasse il reluctant hero della narrativa, non refrattario alle responsabilità ma solo agli onori.

E poi la storia, con dovizia di aneddoti, particolari, suoi e dei suoi companeros, vicini di cella (spesso molto vicini e molto isolati) e al fronte. Un fronte casalingo, quello uruguaiano, contro la dittatura destrorsa e contro il capitalismo, contro cui ancora oggi non si fermano le parole e i pensieri, discutendo e discorrendo.

Pepe non è più Presidente, ma il suo impegno, quel “compromiso” spesso ripetuto e ogni volta con orgoglio, non si è interrotto. Dice, anzi, di non essersene andato, bensì di stare arrivando. E a tutt’oggi le sue azioni lo testimoniano, tanto brillantemente da rubare la scena al documentarista.

Tutto di Mujica sembra rimandare all’uomo comune nella forma ed eccezionale nella sostanza. Va a comprare la carne per preparare da mangiare al cane e costruisce abitazioni nei quartieri poveri. Sempre con la medesima presenza, con impegno, per l’appunto.

Kusturica, dal canto suo, è bravissimo a miscelare con delicatezza interviste e testimonianze con immagini dell’oggi, di ieri e di altra natura, come quelle da L’amerikano di Costa-Gavras (scritto da Franco Solinas): esemplare perfetto di quanto il cinema abbia già raccontato, seppure dal punto di vista della fiction.

Storie di colpi di stato e rivoluzioni, di diritti e politica, degli aiuti statunitensi alle destre sudamericane fino ai piani segreti della N.A.T.O., di evasioni, assalti a banche e città, di criminali diventati, anzi, riconosciuti buoni dal tempo, sopravvissuti a quest’ultimo e al tanto, tantissimo sangue versato. Ma pure uomini, sempre e comunque.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy