mother!

Aronofsky cerca di girare un film politico/religioso, lasciando l’orrore alla porta. Abbraccia tutti i drammi della pazzia moderna, senza convincere. In Concorso

5 Settembre 2017
2/5
mother!

Chi bussa alla porta di quella casa nel bosco? Uomini rispettabili (all’apparenza), donne attraenti, assassini, folli e chi più ne ha più ne metta. Non c’è pace per la bella coppia di sposini che vive in mezzo alla natura, lontano dal frastuono delle metropoli e dal caos contemporaneo. Lei, la bellissima Jennifer Lawrence, supporta l’ombroso marito Javier Bardem in ogni sua decisione. L’amore è letteralmente sacrificio tra quelle mura poco rassicuranti, che sembrano godere di vita propria: la stufa si accende da sola, le pareti pulsano e, qualche volta, respirano.

mother! vorrebbe essere il Rosemary’s Baby del 2017, ma mette troppa carne al fuoco e non riesce ad avvicinarsi al capolavoro di Polanski. L’horror del 1968 attaccava il capitalismo, la borghesia e si interrogava sulle contraddizioni dei benpensanti. Era una parabola amara sulla speranza perduta, sull’oscurità dell’esistenza, che trovava la sua luce nel Demonio. E il finale da antologia divide ancora oggi sull’inquietante contenuto di quella culla.

Il regista Darren Aronofsky cerca di girare un film politico/religioso, lasciando l’orrore alla porta. Abbraccia tutti i drammi della pazzia moderna. I genocidi, la repressione, l’incapacità di comunicare, i desaparecidos: è una sfilata grottesca che non ha fine. E poi le tensioni religiose, il terrorismo sullo sfondo e l’eterna lotta tra il diavolo e l’acqua santa, senza dimenticare il cannibalismo e le messe nere. Intanto i rumori assordanti si moltiplicano, e le parole diventano urla, strepiti, e sfociano nella violenza sregolata.

La tensione delle prime sequenze cede il passo all’impossibile e al manierismo, a quella voglia di stupire con ogni singolo fotogramma. Servirebbe un po’ di umiltà in mother!, con qualche riflessione in meno. La sincerità di The Wrestler si è smarrita sull’arca di Noah, mentre un selvaggio Russell Crowe combatteva l’invasore sotto il Diluvio universale. Il talento di Aronofsky è indubbio, Requiem for a Dream e Il cigno nero non hanno bisogno di presentazioni. Sul grande schermo scorrevano le tragedie della tossicodipendenza, la mercificazione del corpo, e la straordinaria Natalie Portman incarnava l’essenza dell’ambiguità, dell’eterno contrasto tra le ossessioni e un triste presente.

Darren Aronofsky

Aronofsky si innamora dei suoi protagonisti. Inchioda la macchina da presa sul volto dell’innocente Jennifer Lawrence (ora anche sua compagna di vita) e crea inquadrature lunghe, quasi claustrofobiche, lontane dal montaggio serrato di Pi greco – Il teorema del delirio. La segue ovunque, costruisce la storia sulla sua espressione da eterna bambina e, all’inizio, sembra quasi funzionare. Poi il carosello di ospiti rovina l’atmosfera, e talvolta si ride invece di saltare sulla sedia. Lei scopre di essere gravida già al mattino, mentre i primi raggi di sole entrano dalla finestra. Intuito femminile, dirà qualcuno, ma dopo poche ore dall’unione neanche un test di gravidanza potrebbe determinarlo. Lo scandalo è rimandato, l’artificio è servito.

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35 Commenti on "mother!"

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Jekill
Ospite
E si vede che non hai capito un c…o della pellicola, e ti metti a fare il critico cinematografico pure! Il film è geniale. E’ puramente simbolico. Ed ha una potenza evocativa come pochi altri film. Infatti la pellicola inizia con un Big Bang (e luce fu), e la (ri)creazione della terra e la rinascita della natura. La casa è la nostra terra (l’UNICA casa… fuori non vi è altro), lei è la natura (Madre natura…), Lui è dio, quale che sia la regione, non ha importanza, che si nutre e si bea delle attenzioni delle folle. Viene raffigurato tutto… Leggi il resto »
Tonina
Ospite

Oggi 13 aprile 2020 visto il film per la prima volta . Non sapevo nulla del regista e non avevo mai visto film di Aronofsky oggi con Covid -19 in modo altrettanto frammentato si sperimentano scenari mentali ambientali spirituali sia individuali che collettivi in sintonia con il Film di un regista VISIONARIO

Adalberto Vianello
Ospite
La tua è un’ottima recensione che coglie tanti punti condivisibili. Ma un film è e resta un film . É forma d’arte si , filosofica concettuale certo ma è anche tecnica . Ed io concordo che sul prodotto finale c è troppa carne al fuoco . Se vilglio vedere un saggio sulla natura umana leggo piuttosto krishanumurti o Nietzsche. Un film con star hollywoodiane deve dare una consecuzio temporale e narrativa che a volte qui latita . La recensione era sul film e non sulla concezione che il regista del mondo ha . In ogni caso visto che ne hai… Leggi il resto »
Maria
Ospite

Jekill hai fatto una recensione illuminante. Grazie

Grissom
Ospite

Fischiato alla mostra del cinema di Venezia e al Toronto film festival, bollato con la F come solo 12 titoli nella storia del cinema , ma sicuramente ne capisci più tu di cinema che di tutti questi addetti ai lavori da strapazzo, vero ?! Ma scendi dal piedistallo…il film è una schifezza e il voler prodigarsi a difenderlo per i messaggi che cerca di far passare è la dimostrazione stessa che è stato bocciato a ragion veduta…

Mark
Ospite

vatti a vedere grande fratello 😉

Emanuele
Ospite

L’hai compreso molto meglio di chi ha fatto l’articolo. La vera recensione è la tua.

Francesco
Ospite

Fa schifo! Puoi girarci in torno all’infinito…

Antonio
Ospite

Non fa schifo forse non è un film per te. Se dici che un diamante non vale nulla rischi che un poveraccio che ti ascolta ne trova uno in terra, ha opportunità di cambiare la sua vita, ma mal consigliato lo butta via

Elia Maldini
Ospite

Evidentemente il signor Pisacane non ha compreso il sottotesto, fondamentale in ogni opera di Aronofsky, di un autentico capolavoro, banalizzando quella che appare come l’apparenza appunto. Peccato, scrivere di cinema, di questa tipologia poi, non è per tutti.

Caterina Ciaschini
Ospite

Ottima spiegazione!

mxivii
Ospite

e figuriamoci la gente al cinema…

Carlo Prevosti
Ospite

In effetti mi stupisce che la metafora biblica sia stata completamente travisata, non è un film politico ma un film su DIO e la religione.

Jekill
Ospite
E si vede che non hai capito un c…o della pellicola, e ti metti a fare il critico cinematografico pure! Il film è geniale. E’ puramente simbolico. Ed ha una potenza evocativa come pochi altri film. Infatti la pellicola inizia con un Big Bang (e luce fu), e la (ri)creazione della terra e la rinascita della natura. La casa è la nostra terra (l’UNICA casa… fuori non vi è altro), lei è la natura (Madre natura…), Lui è dio, quale che sia la religione, non ha importanza, che si nutre e si bea delle attenzioni delle folle, fino ad esserne… Leggi il resto »
Stefano DM
Ospite

Grazie alla tua recensione ho capito il filo conduttore del film! Dopo aver visto il film non avevo collegato con tutto quello che hai scritto, ma leggendola ho capito il senso. Grazie 🙂

Francesco
Ospite

?geniale? Per favore…ho appena mangiato!

Alessandro Capuzzi
Ospite

Quoto tutto. Ottimo commento, e splendido film. Fanno sempre ridere le recensioni 🙂

Baldassarre Medeot
Ospite
Concordo sulla tristezza della recensione… Specialmente la parte riguardante la gravidanza… Purtroppo Aronofsky è uno di quei registi che una volta etichettato (Von Trier…), i suoi film vengono visti sempre con la stessa ottica ed idea e qundi quando questa non combacia con ciò che si aspettano invece di cercare di capire e ragionare vomitano cattiveria critica. Ti ringrazio per la tua esposizione biblico/religiosa che non avevo afferrato del tutto. Io l’ho visto più sotto la metafora della creazione aritstica. La gemma iniziale è l’idea che da vita alla casa (mente dell’artista) dove vive la sua fonte d’ispirazione (una Lawrence… Leggi il resto »
Antonio Ciarlo
Ospite

Verissimo… Non l’avevo capito ma leggendo il tuo post mi si è accesa la luce, molto bravo…. Film molto profondo.

fulviopetri
Ospite

torna tutto. l’ho appena visto e cercavo spunti qui sul web. premetto che mi era piaciuto, ma sentivo il bisogno di qualche imbeccata. grazie 🙂

Velli Relic
Ospite

Grande!

J.H. Bolivar Pacheco
Ospite

Ma di politico nella pellicola cosa c’era? Anche per una persona non dal spiccato senso d’intuito capiva che era qualcosa più legato alla religione che altro. La pellicola riesce esattamente a fare quello che deve fare: Lasciare un pugno allo stomaco, quel senso di morale non appagando Io nostro senso di happy ending. Puoi non capire le sfumature, ma non si può dire che non sia un film davvero originale e unico.

Alessandro Pirri
Ospite

Film epocale, riprese al cardiopalma, un film su cui studiare e riflettere per anni come diceva il grande Carmelo Bene i giornalisti dovrebbero andare tutti al rogo.

Antonio Tonino Nuzzi
Ospite
Ah … é un artificio scoprire la gravidanza di primo mattino. Perché scusi, l’esercito che invade la casa con i Marines, é un passaggio credibile vero? Manca solo la formazione della Roma e siamo a posto,, Scherzi a parte, difendo il film, anche nella sua forzata carica di segni. Ma, d’altra parte, non é forzata tutta questa realtá di carne e sangue, sudore e urla, vomitata ogni giorno dai nostri smartphone e tablet mentre siamo seduti sul sofà? Non ci fa sentire spaesati come la protagonista del film? Non ci fa sentire un po’ nervosi, disorientati? E pensare che volevamo… Leggi il resto »
Francesco
Ospite

Raramente ho visto un film tanto brutto!
Ho resistito un’ora e credo di aver visto troppo…

Armando
Ospite

Il peggior film mai visto. Con pretese di trasmettere chissà quali concetti allegorici ma in realtà semplicemente un film senza capo o coda

Francesco
Ospite

Concordo perfettamente!

Cinzia Franco
Ospite

Non ho mai visto un film cosi’ brutto e senza senso in vita mia….

Mario
Ospite

Caro Gian Luca sono sinceramente imbarazzato per quanto hai scritto, non sei capace di leggere le immagini che vedi, purtroppo sei come un analfabeta, indipendentemente se il film ti sia piaciuto o meno non hai minimamente compreso la chiave palesemente “biblica”, leggiti il commento di jekill qua sotto che ti spiega un po’ di cose ma voglio darti un consiglio
… cambia lavoro..

Roberto
Ospite

… che immensa tristezza registrare che un messaggio così bello non sia arrivato. Questo dimostra inequivocabilmente quanto molti di noi siano superficiali e “presuntuosi”. Credo che l’unica pecca del regista di questo film sia di aver omesso nei titoli di apertura l’avviso: “questo non è un film adatto per gli imbecilli”.

LESLIE PEREZ
Ospite
Solitamente rispetto le opinioni altrui, ma anche questo tuo articolo forse ha bisogno di un getto di umiltà. E’ un film che non va interpretato letteralmente. E’ un’allegoria della vita e della Bibbia, e in quanto Dio viene rappresentato da un Poeta, persino la casa e la trama assumono le ambiguità e i simbolismi tipici di un poema. Le poesie infatti non sempre si capiscono di primo acchito. Bisogna leggerle piano, assimilare ogni singola parola, prima di capire il senso generale, e poi cogliere le varie sfumature su più livelli, ed è questo che Madre! ha cercato di fare. Il… Leggi il resto »
Alberto
Ospite
Questo film è riuscito male, non c’è molto altro da dire. Se ne intravede l’intenzione ma manca il colpo di genio. Aronofsky suscita sensazioni di fastidio ma non le accompagna a significati. il risultato è chaos. Il film non rispetta lo spettatore, non se ne cura affatto ma l’irriverenza di per se non basta, qui manca davvero qualcosa. Alla fine si ha l’impressione di un bad-trip lisergico che non lascia altro che cupa angoscia senza darne ragione. Le allegorie sono deboli e banali, la trama è pressoché assente, il finale non convince affatto. Peccato, come spesso accade c’erano i presupposti… Leggi il resto »
Sonia
Ospite

All inizio non avevo capito il senso del film, poi vedendo tutto e nel frattempo parlando con il mio ragazzo abbiamo capito che si tratta delle metafore e coincide con la Bibbia. Quindi alla fine il film ci ha colpito molto complimenti al regista che ha fatto in film molto profondo, sono sicura che pochi lo capiranno, purtroppo.

rinaieskj
Ospite

“A volte si ride invece di saltare sulla sedia”… Perché, nella testa dello sveglissimo recensore, chissà perché lo scopo di questo film è far saltare sulla sedia lo spettatore… Magari un amico gli ha detto che si tratta di un film “di paura” e allora ne consegue la delusione. Se l’amico gli avesse invece detto che il film era muto allora il Pisacane avrebbe stroncato il film perché pieno di fastidiosi rumori.

Adalberto Vianello
Ospite

Si salta sulla sedia anche per diverso tipo di emozioni. Non solo la paura. Il film a tratti infastidisce per la sua forza. Non se è un bene o un male . Ma dice bene chi dice che non accompagna lo spettatore . Il mondo non sarà dei critici ma non appartiene nemmeno ai cineasti.

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