Lo chiamavano Jeeg Robot

Un film di supereroi italiano? E' possibile. E il regista Gabriele Mainetti ipoteca un grande futuro

24 Febbraio 2016
4/5
Lo chiamavano Jeeg Robot

Applausi a scena aperta durante la proiezione stampa, e una certezza: sarà difficile sfilare il Premio del Pubblico della decima Festa di Roma a Lo chiamavano Jeeg Robot. Piuttosto, segnatevi questo nome: Gabriele Mainetti. Classe 1976, una qualche notorietà per il corto Tiger Boy, all’esordio al lungometraggio fa qualcosa di quasi impossibile: un film di supereroi italiano.

Non c’era riuscito nessuno, nemmeno il Gabriele Salvatores de Il ragazzo invisibile, viceversa, lui trasforma la sceneggiatura di Nicola Guaglianone e Menotti in un film molto radicato in Roma e nell’italianità e, insieme, alieno alla nostra produzione corrente: malavita capitolina, camorra, manga giapponesi (Jeeg Robot) e supereroi disfunzionali hollywoodiani, il tutto frullato in 122’ (si poteva tagliare qualcosa) che fanno sul serio nell’aderenza al genere ma contemporaneamente lasciano spazio all’ironia e al nonsense.

Protagonista è Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria, ingrassato ad hoc), criminale di quart’ordine, una smodata passione per il porno e lo yogurt: sfuggendo ai poliziotti, si immerge nel Tevere, dove entra in contatto con dei fusti contenenti un liquame radioattivo. Smaltita l’intossicazione, scoprirà di avere guadagnato una forza sovrumana, tanto da poter staccare un bancomat dal muro e portarselo a casa sotto braccio… Nel palazzone di Tor Bella Monaca dove abita, risiede pure Alessia (Ilenia Pastorelli, il Grande Fratello 12 in carnet): una “matta scocciata”, vittima di plurime violenze, e convinta di vivere nel manga Jeeg Robot d’Acciaio. Per farla breve, eleggerà Enzo a suo Hiroshi, l’eroe di Jeeg Robot, ma le cose sono più complicate del previsto: mentre Roma è bersaglio di attentati terroristici, forse orchestrati dalla camorra in risposta al blocco degli appalti pubblici, Enzo deve fare i conti con la banda dello Zingaro (Luca Marinelli)…
Effetti speciali senza strafare ma molto ben fatti, sceneggiatura che dialettizza il canovaccio fumettistico e supereroistico e i dialoghi indolenti e cafoni a indicazione geografica tipica romana, interpreti in stato di grazia – sia Santamaria, che regala a Enzo chili in esubero, inadeguatezza e nonchalance, che Marinelli, il Joker de ‘noantri – per un approdo financo paradossale: ma era così difficile fare un film così? Il futuro di Mainetti, e dei suoi sceneggiatori, è roseo, ma pure quello del ritrovato genere italiano: supereroi alla riscossa!

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16 Commenti on "Lo chiamavano Jeeg Robot"

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petauro
Ospite
BRAVI!!! Bel film, a riprova che quando c’è un regista capace anche gli attori somigliano ad attori. Non me ne voglia Santamaria, dal quale secondo me più spessore non si può cavare, o la Pastorelli, persino troppo brava per non essere un’attrice, ad impegnarsi sul serio ma lontana dall’avere una personalità appena tenta di introdurre il dramma. Di altro livello Marinelli, almeno in questo contesto, la vera nota poliedrica e costante i cui eccessi non risultano mai eccessivi. Attori secondari scelti e diretti benissimo. Tanto perfetto l’equilibrio lungo il film nel mostrare poteri con il giusto mix di realismo ed… Leggi il resto »
Gabriele
Ospite

Sono d’accordo. Al finale mancano quelle due o tre cartucce che l’avrebbero reso un capolavoro assoluto. Il realismo della scazzottata è ottimo, ma il ritmo (specie dopo la scena dell’ambulanza) è in tono minore, mai grande. Manca totalmente l’epicità che al contrario, gronda a catinelle nella scena della vendetta dello Zingaro sui Napoletani. Per il resto, il film è un gioiellino

Friendly Cynic
Ospite

Il combattimento finale a me é piaciuto proprio perché non si é trasformato di colpo in uno scontro tra eroi della Marvel ma tra uomini reali anche se potenziati. La testa alla fine era abbastanza credibile da non stonare con il film.

AlexMitchell
Ospite
Ottima sceneggiatura, recitazione pazzesca, ma regia davvero pessima. La regia non ha coerenza, e la direzione degli attori davvero scarsa, sembra vacillare tra un super cinecomics all’americana e un supereroe neorealista ma senza prendere mai una decisione, e questo, passa dagli attori che a volte sembrano non capire in che film stiano recitando. Inquadrature inulti montate ripetutamente(SPOILER: ad esempio il dialogo sulla morte di lei è girata con tre tagli che vengono ripetuti più e più volte fino alla nausea senza alcun senso registico, così come lo shot sopra il Colosseo 6/7 tagli per inserirsi una maschera?) Non c’e un… Leggi il resto »
Cristianone Giavista
Ospite
Il finale purtroppo non ci sta: peccato, perchè tutto il carattere anticonvenzionale del film e le idee sviluppate fino al momento prima della (spoiler) “strage di Napoletani” erano buone. Non parlo della scazzottata prolissa, inutile e con effetti speciali da cortometraggio, quanto di aver impedito a Luca Marinelli di continuare a stupire con la sua recitazione, per farlo invece correre su e giù per uno stadio, mascherato da personaggio di Dragonball. Il film, secondo il mio non-modesto parere, doveva avere un messaggio sul finale, e se lo poteva permettere perchè aveva una vena poetica, rubata dagli ultimi 10 minuti. <>.… Leggi il resto »
Riccardo Gaeta
Ospite
Condivido alcuni dei commenti postati: finale tirato un pò per le lunghe e senza mordente, a tratti ridicolo. Regia che non si decide se scopiazzare i film holliwoodiani (con un centesimo degli effetti speciali però) o tentare scelte più originali e narrative. La sceneggiatura ha delle pause terrificanti, soprattutto in tutte le scene di lui e lei insieme direi ripetitive e di una noia mortale (quante volte lei gli dice che deve aiutare gli altri? E quante volte lui dice che non ha amici? Cioè lo abbiamo capito già dalla prima volta, non c’era biosgno di ripeterlo 3-4 volte). Non… Leggi il resto »
Chiara Clemente
Ospite

finalmente e dico finalmente un commento vero e chiaro , ma dico come si fa e dire che questo film è un gioiello , un capolavoro ?! ma voi CHE FILM VEDETE ?

Ammalia api
Ospite

Non tutti purtroppo riescono ad estrapolare da alcuni film l’ironia e la bravura perché il più delle volte si divertono con la MEDIOCRITA’ della quale il mondo è pieno.

Saturnino Farandola
Ospite

Penso proprio che di questo film non hai capito nulla. Torna a gotam city.

Riccardo Gaeta
Ospite

Grande! Sono contento che almeno qualcuno c’ha capito qualcosa, permettendo soprattutto agli altri di esprimere liberamente le proprie opinioni. Soprattutto riguardo ad un film, cioè stiamo mica parlando di un idea politica-sociale o dell’Universo, ma di un fottuto film. Complimenti.

Keworkian
Ospite

è una cagata colossale, spacciata per innovativa, è invece spazzatura all’italiana stravista: i Profilax che parodizzano Hancock, con la mentalità del LuccaComics. Neanche nei deliri italiofobi piu estremi si poteva arrivare a concepire una porcata del genere.

Francesco Nizzi
Ospite

Condivido. il punto è perche vederlo? è cupo, non c’e’ epica, se non fiacca, non c’e’ morale e alla fine non finisce nemmeno tanto bene… insomma per quale target è stato realizzato? per ragazzi… non credo… per giovani adulti? mah… poi per il resto… tutti bravi… effetti, attori… mancano solo le idee, o meglio, la loro finalizzazione. Posso pure pensare ad una storia cosi… ma la devo condire meglio. Il cinema italiano ancora non ha capito la sua missione. Peccato!!

Massimo L.
Ospite

Classico giudizio di chi ha la puzza sotto il naso e si da tante arie da critico cinematografico…sei totalmente bocciato Keworkian.

Ammalia api
Ospite

Bellissimo e ironico con attori superlativi. BRAVI TUTTI e in primis la sceneggiatura e la regia.UN CAPOLAVORO sotto tutti gli aspetti.

Ammalia api
Ospite

UN CAPOLAVORO sotto tutti gli aspetti.

Stefano Del Giudice
Ospite

Film interessante sopratutto nella prima parte. Qui il mio semplice pensiero: https://locchiodelcineasta.com/lo-chiamavano-jeeg-robot/

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