L’esigenza di unirmi ogni volta con te

Gerini e Bocci non bastano: l’alchimia latita, e il film resta fragile e indeciso tra il thriller e il mélo

23 Settembre 2015
2/5
L’esigenza di unirmi ogni volta con te

Giuliana è cassiera in un supermercato. Quando due malviventi irrompono nel magazzino per rapinarlo, due poliziotti sono pronti a sventare la minaccia. Giuliana riconosce uno dei due, Leonardo, che già da tempo si faceva vedere nel parcheggio esterno. Tra Giuliana e Leonardo scatta un improvviso colpo di fulmine. Lei è sposata da dieci anni con Martino, marito poco passionale, e si lascia andare ad un forte innamoramento. Lui ha un passato segnato da episodi di profondo dolore e vede in lei un nuovo inizio affettivo. Succede però che lei non riesce a tenere il peso del segreto e, quando Martino torna da un viaggio, gli confida tutto. La reazione inconsulta di lui ben presto degenera, e lei, costretta a difendersi, impugna un coltello e lo uccide. Entrambi sorpresi dagli eventi, salgono in macchina e scappano, decisi a far perdere le tracce.
All’origine c’è il romanzo omonimo scritto da Zangardi e da lui sceneggiato insieme a Beba Slijepcevic e Angelo Orlando. Il regista, che rivela di aver tratto la prima ispirazione da un trafiletto letto su un giornale, aggiunge che dunque la realtà dei fatti si è andata a poco a poco mescolando con suggestioni di fantasia. L’ambientazione in una provincia sul mare, la cornice di un matrimonio un po’ stanco, la prospettiva di cambiare vita, anche ricominciando da zero: ci sono molti percorsi narrativi che il copione segue ma non sempre riesce a supportare in modo uniforme e convincente. Giuliana anonima donna di un piccolo centro stride con Leonardo poliziotto con un passato denso di episodi infausti.
L’alchimia tra loro, pur affidata ad un sentimento forte difficile da governare, non trova mai la giusta dose di lucidità, di utopia, di lucida follia. Il melò si affaccia ma resta latitante, al pari di altri accenni di “genere”, in realtà solo sfiorati: il thriller, un tentativo di erotismo, l’avventura ribelle. Sono echi sfocati da cinema anni ’70 ma se non si è Fernando Di Leo è difficile governarli. Claudia Gerini , una convincente Giuliana, spreca fin troppe energie che non ottengono giusti esiti. Nel ruolo del poliziotto Leonardo, Marco Bocci è al posto giusto anche se con qualche fissità di troppo. La debole presenza di altri interpreti di contorno ingenera una certa fragilità espressiva e non pochi passaggi frammentari.

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1 Comment on "L’esigenza di unirmi ogni volta con te"

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Lorenzo Veneziano
Ospite

Film osceno con recitazione al limite del ridicolo.

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