L’amico del cuore

Cronaca di una storia d'amore straziante. Gabriela Cowperthwaite guarda al cinema di Kenneth Lonergan e convince. Con Casey Affleck, Dakota Johnson e Jason Segel. Disponibile su Amazon

18 Marzo 2021
3/5
L’amico del cuore

Spesso sul grande schermo l’attore Casey Affleck si confronta con la memoria, con il dolore della perdita. Nel bellissimo Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, con cui ha vinto l’Oscar, interpretava un uomo solitario, schiacciato dal rimorso, a cui all’improvviso moriva il fratello. La sua recitazione era fatta di piccoli gesti, i suoi occhi lasciavano intravedere un’anima lacerata, afflitta da una colpa che non si può rivelare.

L’amico del cuore di Gabriela Cowperthwaite sembra essere il riflesso, con le dovute proporzioni, di Manchester by the Sea. Al centro troviamo sempre un Casey Affleck dimesso, tormentato, distrutto per la malattia della moglie Nicole, con il volto di Dakota Johnson. Si cala nei panni di un uomo comune, un padre di nome Matthew Teague. Il film è tratto dalla sua storia vera, dall’articolo The Friend pubblicato su Esquire, che poi ha vinto il National Magazine Award. Questa volta il gioco è a due.

Sarebbe scontato raccontare solo il calvario degli amanti che devono affrontare l’inferno. Qui si aggiunge The Friend, un amico che tutti vorrebbero avere. Si chiama Dane (Jason Segel), è il pilastro che sorregge la coppia. Si trasferisce a casa loro, aiuta le bambine, e supporta la famiglia fin quando è necessario. Potrebbe rivelarsi una storia stucchevole, ricattatoria verso lo spettatore. Ma la regia è essenziale, non si perde in manierismi e sa quando schiacciare il freno invece dell’acceleratore.

Il rischio di cadere nelle spire del melodramma è alto, ma Cowperthwaite sa dosare gli ingredienti dello spettacolo, e riesce anche a strappare qualche sorriso a denti stretti. Dane è istrionico, nonostante i suoi turbamenti ha una forza d’animo e una simpatia travolgenti. Matt è il suo opposto. Silenzioso, spesso assente, giornalista in carriera in giro per il mondo, si contrappone al carattere di Dane dando equilibrio alla vicenda.

Il racconto è molto dinamico. Cowperthwaite sceglie di non soffermarsi su un andamento lineare degli eventi. Suddivide il film in “capitoli” diversi, sospesi nel tempo. Come anno zero sceglie il giorno della diagnosi, poi liberamente inizia a spostarsi tra presente e passato. L’obiettivo è dare un quadro completo delle personalità dei protagonisti, sottolineando anche le loro debolezze. Non sono una famiglia perfetta, ma una come tante. E devono far fronte a difficoltà economiche, di lavoro, ai tradimenti, al comportamento e all’educazione dei figli.

 

L’amico del cuore è come se fosse un album di fotografie, una raccolta di immagini che si soffermano sull’importanza del ricordo. I toni sono delicati, nonostante la tragedia. La musica non prende mai il sopravvento. Solo a un certo punto i Led Zeppelin irrompono con le malinconie folk di Going to California. Ma è voluto, perché il testo recita: “Someone told me there’s a girl out there with love in her eyes and flowers in her hair” (qualcuno mi ha detto che là fuori c’è una ragazza con l’amore negli occhi e i fiori tra i capelli). Quella ragazza, che gli esperti hanno indicato essere la cantautrice Joni Mitchell, per Matt è la sua Nicole, in un ultimo saluto dalle venature romantiche e disperate. Cowperthwaite tocca le corde giuste, riesce a essere non convenzionale, e dimostra di saper dirigere con polso i suoi divi. Disponibile su Amazon.

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