Una notte di 12 anni

Quando l'Uruguay cercava di far impazzire, letteralmente, gli oppositori. Tra questi anche il futuro presidente Pepe Mujica. Buona pagina di cinema civile, firmata Alvaro Brechner

8 Gennaio 2019
3/5
Una notte di 12 anni

Una buia notte lunga dodici anni. Notte passata in carceri disumane, avamposti freddi e inospitali trasformati in prigioni, celle puzzolenti. Uruguay, 1973. Il futuro presidente del paese Pepe Mujica viene arrestato insieme ad altri due compagni tupamaro durante un’azione segreta con l’evidente scopo di annientare l’opposizione. L’obiettivo non è però uccidere i resistenti, fatto che potrebbe scatenato rivolte, piuttosto farli diventare pazzi.

Le giornate dei prigionieri sono segnate dal vuoto, dalla totale assenza di riferimenti. Nessuna notizia arriva loro. Non possono parlarsi, incontrarsi, scrivere. Tre uomini in balia del nulla, sostenuti esclusivamente dagli ideali politici e da una profonda umanità che anche nelle peggiori condizioni fa loro provare empatia persino per i carcerieri. Un tragitto nell’oscurità guidato da un’unica luce, la fiducia incondizionata verso gli uomini.

La noche de 12 años, spiega lo stesso Alvaro Brechner, racconta senza sconti l’incredibile calvario di privazioni subite da Mujica e i sodali partendo dalla domanda di ciò che resta di un essere umano a cui è stato tolto tutto. A rendere attuale l’operazione, pur tratta da una storia vera, è proprio l’assunto universale adattabile a ogni uomo che cada preda di un regime totalitario o di uno stato che non vigila, come dimostra la vicenda di Stefano Cucchi.

Al pari di Sulla mia pelle, anche il film di Brechner riflette dunque su questioni universali che hanno a che fare con i diritti fondamentali di ogni cittadino. E per questo anche La noche de 12 años è un’opera necessaria che solleva questioni sulle quali non si deve mai smettere di riflettere. È bello pensare che il cinema civile, a qualsiasi latitudine, abbia ancora un senso.

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5 Commenti on "Una notte di 12 anni"

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giorgio
Ospite

chi come me ha avuto la fortuna di assistere alla proiezione alla sala darsena della mostra del cinema di Venezia penso manterrà a lungo un ricordo della serata: film emozionante e bellissimo. Gli attori stessi alla fine e il regista hanno fatto fatica a nascondere l’emozione per il modo in cui il pubblico li ha ringraziati del loro grande lavoro: GRAZIE.

Adri
Ospite

Un film che suscita forti emozioni .
Straordinaria interpretazione

DanielaMannarino
Ospite

Film drammatico nella sua verità commovente ed intenso una pagina di storia che tutti dovrebbero conoscere una tiflesdiobne da fare colla mente e col cuore

DanielaMannarino
Ospite

Film drammatico e commovente una pagina di storia da raccontare una riflessione da fare con la mente e col cuore per tutti un momento di analisi delle proprie colpe e uno stimolo a guardarsi intorno per impedire che il male si ripeta ancora nei fatti e nelle coscienze

DanielaMannarino
Ospite

Un film che dovrebbe essere visto da tutti in particolare dai giovani: la visione nelle scuole potrebbe essere altamente formativa!

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