Il truffacuori

Leggero, divertente e scorretto al punto giusto: con Romain Duris inarrivabile sabotatore di coppie

9 Febbraio 2011
3/5
Il truffacuori
Il truffacuori

Scorretto quanto basta. Leggero ma non troppo. Divertente anche quando meno te l’aspetti. La commedia romantica francese trova con Pascal Chaumeil il giusto mix di azione e sentimento. Hollywood docet? Nient’affatto. Perché se è vero che gli americani sono dei maestri nel genere, L’anarcoeur (questo il titolo originale) sa giocare d’astuzia con un inconfondibile marchio di stile: la raffinatezza tipica del cinema d’oltralpe. E con un volto d.o.c.: Romain Duris.
Che si chiami Sandrine o Virginie, nessuna donna è un mistero per un sabotatore di coppie come Alex. Dividere fidanzate infelici da uomini menefreghisti e meschini è la sua missione. Aiutare genitori e amici preoccupati, una vocazione. Un mercenario irresistibile e gentiluomo, con una deontologia ben precisa: se la donna è contenta della sua relazione, niente da fare. Insieme a lui, altri due improbabili professionisti: la sorella e il cognato – i bravissimi Julie Ferrier e François Damiens – artefici di situazioni a dir poco assurde. Un trio esilarante e infallibile. O meglio, quasi infallibile. Perché l’incontro con la testarda Juliette (Vanessa Paradis) è destinato a sconvolgere gli equilibri e a fare breccia nel cuore di Alex.
Senza volgarità né false promesse, ecco una pellicola intelligente, che si fa perdonare qualche piccolo neo. Due fra tutti, la regia un po’ manieristica e la scelta di trascurare alcuni sottotesti interessanti. Come lo scontro di classe tra i protagonisti: ricca ereditiera lei, di origini più popolari, lui. Ma funziona bene anche così, con una sceneggiatura che punta a mettere in luce il duplice aspetto correttezza/scorrettezza di un “truffatore” professionista. Ambiguità solo apparente, in cui a prevalere è sempre l’elemento positivo. Perché Alex non spezza i cuori, ma li risana.
E nonostante alcune ingenuità nell’intreccio, il fascino di questa storia d’amore non viene offuscato. Complice lo stile patinato ed elegante. Come gli abiti di Paul Smith indossati da un Romain Duris impeccabile. Sempre misurato e mai sopra le righe. Che riesce a trovare i giusti tempi comici, con naturalezza: la stessa che esibisce nel celebre mambo preso in prestito a Dirty Dancing.

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy