Gli amanti passeggeri

Forse non è il film di Pedro Almodovar, ma di un suo fan sfegatato e scervellato: si ronfa, tra scurrilità e metafore avariate

19 Marzo 2013
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Gli amanti passeggeri
Gli amanti passeggeri

Gli amanti passeggeri, il ritorno di Pedro Almodovar alla (sua) commedia anni ’80. Beh, non l’avesse mai fatto, ma è (anche) colpa nostra: “La gente mi ferma per le strade di Madrid, ‘Pedro, quando farai una commedia?’”. E ben ci sta.
Nel cast, volti noti del suo cinema, quali Penelope Cruz, Antonio Banderas e Paz Vega in cammei stinti, ed esordienti, quali Carlos Areces, Raul Arevalo, Hugo Silva, Los amantes pasajeros inquadra un gruppo etero- e omo-geneo (due coatti drogati in viaggio di nozze, un manager truffaldino, un attore libertino, una vergine veggente, un hombre misterioso e una scaltra ex dominatrix) che vive una situazione ad alto rischio – soprattutto, per lo spettatore – sul volo Pensinsula 2549 diretto a Città del Messico: pericolo di morte, piloti e assistenti – fanno a gara per il più improponibile – ce la faranno a salvare le chiappe a tutti?
Nel dubbio, del doman non v’è certezza si sa, meglio fare del sesso per distrarsi un po’: il campionario è vano ed eventuale, dalla fellatio alla perdita della verginità, passando per sveltine in toilette e inibizioni da bersi con Agua de Valencia e tequila. Metteteci un po’ di mescalina, frullate con coreografie molto gaie (I’m so excited delle Pointer Sisters, ma suona impossibile speranza…) e le cumbie peruviane, rispolverate tutti i tic del Maestro, e lo scacciacrisi è servito: l’aereo più pazzo (e pazza) del mondo vola sopra Toledo con un carrello in avaria aspettando il via libera all’atterraggio di emergenza, ma la metafora sociopolitica sulla Spagna oggi finisce fuori pista.
Perfettamente rettilinea, viceversa, la caduta del Nostro: dopo impotenza (Gli abbracci spezzati) e inappartenenza (La pelle che abito), Gli amanti passeggeri – a voler essere buoni – è il film non di Almodovar, ma di un fan sfegatato e scervellato di Almodovar, che senza averne l’estro – Pedro l’aveva, sì? – copia&incolla e recita a soggetto, carpendo solo la superficie e stemperando l’esibita incapacità a raccontare nella scurrilità della storia.
In altre parole, Almodovar non è il pilota di questo film, ma un passeggero in classe turistica. Non a caso, sul volo Pensinsula 2549 in business si fa sesso, in economy si ronfa sotto psicofarmaci. Almeno qui, siamo con lui.

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