Genius

Michael Grandage si ispira alla biografia di Max Perkins per raccontare la storia di un grande sodalizio umano e professionale. Con stile e non convenzionale

9 Novembre 2016
3/5
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Dietro a un grande uomo c’è spesso una donna straordinaria, ma dietro a uno scrittore di successo qualche volta c’è un editor formidabile. Il curatore editoriale è un fantasma che lavora nell’ombra, senza mai entrare nelle grazie dei lettori. Nessuno lo conosce, e alcuni non sanno neanche che esista, perché il suo nome non figura in copertina. Il cinema, soprattutto americano, ha portato spesso alla ribalta il mondo dell’editoria: adesso ci racconta che cosa significa ridurre un tomo di migliaia di pagine in un libro di qualche centinaio e farne un bestseller. Cronaca di un miracolo e di una grande amicizia.

L’uomo dalle infinite risorse è Max Perkins, un pezzo grosso della Scribner’s Son, che ha già scoperto scrittori del calibro di Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald. Un giorno entra nel suo ufficio un certo Thomas Wolfe, col suo primo romanzo dal titolo O’ Lost. Tutte le case editrici di New York lo hanno già respinto senza troppi scrupoli, ma la fortuna gira per tutti. Perkins rimane folgorato dallo stile di questo novellino, e decide di dargli una possibilità. Naturalmente il manoscritto va riveduto, tagliato, in parte riscritto, tagliato ancora, e di certo non sarà una passeggiata. Ma se per compagno di strada hai Colin Firth, il traguardo è alle porte.

Michael Grandage è un famoso regista teatrale al suo terzo lungometraggio. In precedenza ha girato La pazzia di re Giorgio, con una Helen Mirren in stato di grazia. Questa volta si ispira alla biografia Max Perkins: Editor of a Genius, per raccontare la storia di un grande sodalizio umano e professionale, che ha appassionato milioni di lettori e che ora approda sul grande schermo. Thomas Wolfe, interpretato da Jude Law, era un illustre sconosciuto, fino a quando il suo animo irrequieto non ha incontrato la calma e il raziocinio di un uomo che non si toglie mai il cappello. Realtà o finzione, Colin Firth ha sempre il capo coperto.

A legarli c’è una forte passione per la letteratura. Tolstoj, Hemingway e compagni riempiono le librerie di entrambi, solo che uno scrive mentre l’altro legge. Perkins e Wolfe rappresentano gli opposti che si attraggono per spontanea necessità. Lavorano dalla mattina alla sera e sacrificano le loro vite private in nome di un comune obiettivo, con le rispettive famiglie che li vedono ormai solo in fotografia. La bella Nicole Kidman si deve rassegnare, perché quel temerario di Jude Law l’ha quasi messa da parte e preferisce scrivere, o meglio riscrivere i suoi romanzi in compagnia di un altro uomo. Non si parla di omosessualità, ma di un’attrazione mentale che travalica tutto: un’affinità di sentimenti che si trasforma in fratellanza.

Genius è un biopic non convenzionale. Evita le soluzioni ovvie per immergersi nell’anima dei suoi personaggi, dall’eccentricità di Wolfe alla rigida etichetta di Perkins. Colin Firth e Jude Law  li incarnano con impegno e passione. Fa da sfondo la New York degli anni Venti. Ma “ la città che non dorme mai” cede il passo alla coppia d’eccezione, per la prima volta insieme. Gli editor di tutto il mondo trovano finalmente il loro riscatto, mentre la platea scopre anche al cinema il piacere della lettura.

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