Forever Young

Sceneggiatura frizzante e personaggi che lasciano il segno, da Lorenza Indovina a Bentivoglio: bene Brizzi

9 Marzo 2016
3,5/5
Forever Young

La coppia Martani-Brizzi colpisce ancora e, con Edoardo Falcone, firma una sceneggiatura frizzante come non capitava da tempo. In 90 minuti assesta infatti non pochi colpi, e anche se non sono tutti montanti da stendere al tappeto si ride tanto. Merito appunto della ritrovata sintonia, aiutata non poco dai giusti interpreti e da un tema che tocca nel vivo la carne di molti. E di carne si tratta davvero, meglio di corpi, giacché Forever Young come da titolo si concentra sulla corsa forsennata a rincorrere la giovinezza.

“I want to be forever young”, cantavano gli Alphaville. E per sempre giovani è pure il grido di battaglia della over forty a caccia di fugaci flirt con dei ventenni, dell’avvocato a rischio l’infarto per abuso di sport, del dj ex giovane vestito come alle medie, del maturo imprenditore con fidanzata studentessa universitaria, così come della cinquantenne immalinconita dall’età che avanza. Figure stereotipate, e però giuste per descrivere l’impossibilità di accettare il tempo che passa. Peccato che con tante frecce al proprio arco Brizzi sul finale preferisca abbandonare il lato malinconico a favore di una serena riconciliazione dei protagonisti con se stessi. Insomma, fino a un certo punto si ride amaro ma poi la cattiveria scivola via.

Resta invece intatta l’energia di un racconto corale da commedia (all’)italiana, dove le gag sono esaltate da uno stuolo di attori dai ritmi comici effervescenti. Luisa Ranieri è irresistibile quando dà libero sfogo alla napoletanità, Sabrina Ferilli sempre più brava nei ruoli agrodolci di coatta, Lillo impareggiabile nel servirsi del proprio corpo, Fabrizio Bentivoglio eccellente come sempre, Teo Teocoli credibile nel fisico e nel piglio autoironico. E poi, come vera commedia comanda, ci sono i volti di contorno. Lorenza Indovina, la star del web Francesco Sala, Stefano Fresi, Claudia Zanella, tutti trovano spazio e modo di segnare il film. Senza contare il cameo di Nino Frassica, al cui spirito surreale si deve la scena più esilarante.

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