Fête de famille

Unità di luogo e di tempo per Cédric Kahn, che ragiona sulla teatralità delle dinamiche familiari. Con merito, alla XIV Festa di Roma

25 Ottobre 2019
3/5
Fête de famille
Fête de famille

“Oggi è il mio compleanno e vorrei sentir parlare solo di cose allegre”. Non andrà proprio così per Andréa (Catherine Deneuve), “madre famiglia” che si ritrova a festeggiare con (secondo) marito, figli e nipoti nella bella casa con giardino poco fuori Bordeaux.

Perché il ritorno non previsto della figlia Claire (Emmanuelle Bercot), sorella(stra) maggiore di Vincent (Cédric Kahn) e Romain (Vincent Macaigne), scomparsa da tre anni e fermamente decisa a riprendersi quello che le spetta, sconvolgerà il suo programma e scatenerà una tempesta in famiglia.

Scritto, diretto e interpretato da Cédric Kahn (che per la prima volta recita in un suo film, l’undicesimo), Fête de famille è la prima incursione dell’autore/regista/attore francese nel non semplice territorio del “film familiare”, ormai quasi genere a sé capace di assorbire le tante sfumature presenti nel dramma e nella commedia, nella tragedia e nel grottesco.

Unità di luogo (la casa) e di tempo (il tutto si svolge in un’unica giornata) per portare a galla l’ambivalenza dei drammi personali e l’aspetto farsesco dei momenti di gruppo, conviviali: il regista di Roberto Succo e La noia, di Une vie meilleure e del recente, premiato a Berlino, La prière, si muove con abilità nella strettoia di queste dinamiche che poco a poco deflagrano, di pari passo allo sviluppo del personaggio di Claire, cellula “impazzita” all’interno di un nucleo solamente sedato piuttosto che “naturalmente” sano.

Emmanuelle Bercot in Fête de famille

L’Amour, l’amour, l’amour di Mouloudji e Mon amie la rose di Françoise Hardy contrappuntano diegeticamente il percorso emotivo del film e dei personaggi, tra gli alti e bassi della sofferta follia incarnata dalla Bercot e l’irresistibile goffa fisicità di Macaigne (già strepitoso nel recente Gioco delle coppie di Assayas), con nuova compagna al seguito, la splendida argentina Rosita (Isabel Aimé González-Sola) e l’inseparabile videocamera con la quale, dice, vuole realizzare una sorta di film-documentario sulla sua famiglia…

Verità e menzogne, non detti e commedia nella commedia, quella che Emma (Luana Bajrami), la figlia di Claire ormai “adottata” dai nonni, scrive e interpreta insieme ai cuginetti durante la festa di compleanno di Andréa: Cédric Kahn non “abusa” della Deneuve – per la prima volta in un suo film – ma le riconosce il ruolo di “capitano coraggioso” chiamato a condurre in porto questa barca alla deriva.

Elegante nella scrittura, superbo nelle interpretazioni, morigerato nella regia, Fête de famille è interessante esercizio che porta a riflettere sull’istituzione della famiglia quale messa in scena teatrale: “Ognuno ha un ruolo da interpretare, un personaggio che gli è o le è stato assegnato fin dall’inizio, dalla prima infanzia, e del quale fa molta fatica a liberarsi”, dice lo stesso Cédric Kahn, che come detto procede con un meccanismo “a matriosca” per svelare, poco a poco, il gioco nel gioco. Con ulteriore, divertente, sorpresa finale.

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