Easy – Un viaggio facile facile

Opera prima italiana che mescola con un certo successo cinema on the road e umorismo stralunato alla Kaurismaki. Un bel biglietto da visita per Andrea Magnani

4 Settembre 2017
3,5/5
Easy – Un viaggio facile facile
Easy - Un viaggio facile facile

La vita di Isidoro, detto Easy, trentacinquenne disoccupato e sovrappeso, non è molto esaltante: vive ancora con la madre e, tra una partita e l’altra alla Playstation, deve fare i conti con la depressione. L’occasione di riscuotersi gli è offerta dal fratello: Easy dovrà riportare in Ucraina il cadavere di Taras, un operaio morto per un incidente sul lavoro. Il viaggio attraverso l’Europa, a bordo del carro funebre, si trasforma ben presto in una girandola di avventure al limite del surreale che contribuiranno a scuotere le poche certezze di Isidoro.

Easy, opera che segna l’esordio di Andrea Magnani nel lungometraggio, gioca a carte scoperte dichiarando sin da subito i propri debiti verso gli stilemi dei road movie americani e, soprattutto, verso l’umorismo stralunato ed esistenziale del cinema di Kaurismaki. Riuscendo pure a mescolarli, in qualche modo. Il cast, che schiera Nicola Nocella, Libero De Rienzo (tra i pochissimi attori italiani di oggi a possedere autentica autoironia) e persino un cameo di Barbara Bouchet, serve bene questa insolita commedia in bilico tra italica commiserazione e un senso del peregrinare tutto nordico. Un bell’esordio, elegante e misurato, che lascia ben sperare per il futuro.

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