Quello che non so di lei

Roman Polanski e la relazione tossica tra due scrittrici: sceneggia Olivier Assayas, dirige un maestro, eppure non si direbbe proprio

27 Febbraio 2018
2/5
Quello che non so di lei

Tre anni dopo Venere in pelliccia (2014), Roman Polanski realizza D’après une histoire vraie (questo il titolo originale), tratto dal romanzo di Delphine de Vigan adattato per lui dal collega Olivier Assayas. Riducendo ai minimi termini, questo dramma senza dramma dalle venature thriller esplora la relazione morbosa, di più, tossica (eheheh…) tra due donne, la scrittrice di successo Delphine (Emmanuelle Seigner) e la scrittrice per conto terzi (un altro negro dopo L’uomo nell’ombra, che in originale si chiama proprio The Ghost Writer, 2010) Elle, nel senso di Lei (Eva Green).

Ecco, dovessimo avvicinarlo, ancor più nella (non) riuscita che nelle assonanze e simmetrie, a qualche precedente di Polanski, questo “Tratto da una storia vera” è proprio quell’Uomo nell’ombra, anche indovinato e financo ardito in alcune trovate, ma accartocciato, annoiato, mai sorprendente. Un tot inutile, ozioso e lezioso e, per carità, non tirate fuori Repulsion (1965).

Un film su due scrittrici che tra le righe si lascia leggere poco assai, un film sul doppio di primo acchito volontariamente smaccato e prevedibile, che non riuscendo a innescare la riflessione metacinematografica smaccato e prevedibile rimane anche in ultima analisi, cosa che non succedeva nel precedente, da lui scritto e diretto, di Olivier Assayas Personal Shopper, cui è limitrofo per temi e pensieri fissi.

 

Un “di due una” che beneficia di brave attrici – la Segnier è meglio della Green- ma in fondo non sa nemmeno che farsene, lasciando intravedere qui e là anche un po’ di sciatteria. Certo, il mestiere di Polanski ha ancora da dire, ma noi vorremmo il suo talento: chiediamo troppo? Forse sì, ma non ci rassegniamo: questo non va, e non ci sono cortesie per il Maestro che tengano.

Fuori Concorso al Festival di Cannes 2017.

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5 Commenti on "Quello che non so di lei"

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xxx
Ospite

film divino. un rapporto maniacale che lascia senza fiato non risultando mai ovvio. tutta la sala tremava quando credeva di aver capito il passo successivo, ma non tirava mai il fiato perchè le previsioni non si avveravano mai. una storia che può essere vista su un duplice livello, uno esplicito e uno implicito. da vedere assolutamente anche per la colonna sonora

max
Ospite

Cambia mestiere Federico

luca
Ospite

Un film bellissimo e avvincente, probabilmente il recensore aveva l’emicrania.

Alessandro Zanette
Ospite

E invece la recensione di Pontiggia è appropriata. Film palloso, prevedibile e senza ritmo; musica irritante, iniziando dalla suoneria del telefono di Delphine. La Segnier sembra in trance perenne.

Alessio
Ospite

Secondo me dovreste guardare meno cinecomics!

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