Can You Keep a Secret?

Dal bestseller della Kinsella, un Bridget Jones aggiornato con la monocorde Alexandra Daddario: non va. In Alice nella Città

22 Ottobre 2019
2/5
Can You Keep a Secret?

Cosa fai quando pensi che l’aereo dove stai viaggiando sta per precipitare? C’è chi urla, chi prega e chi, come Emma, confessa al vicino sconosciuto tutti i suoi più intimi segreti. Per poi scoprire che il tizio in questione è niente meno che l’amministratore delegato della compagnia per cui lavora.

E’ questo l’incipit di Can you keep a secret?, l’opera prima di Elise Duran, tratta dal romanzo bestseller della scrittrice inglese Sophie Kinsella, mamma di I love shopping. Interpreta questa ragazza che, come dire, preda della paura non si tiene più un cecio in bocca, l’attrice e modella statunitense, amatissima sui social (oltre 13 milioni di followers) Alexandra Daddario.

Niente di particolarmente nuovo all’orizzonte e anche i segreti rivelati e poi svelati non sono poi così tanto entusiasmanti. Si può dire che questo film è proprio la classica commedia romantica, che più classica non si può, da vedere sul divano accompagnata da una scatola di bomboniere. Ad essere sinceri qualche elemento un po’ meno tradizionale c’è. Il libro da cui è tratto è infatti un chick lit: genere letterario emerso negli anni novanta e rappresentato soprattutto da scrittrici inglesi e statunitensi che si rivolge prevalentemente a un pubblico di donne giovani, single e in carriera.

Insomma, si tende ad essere più ironici e postfemministi nella rappresentazione della vita e dei sentimenti e irriverenti sugli argomenti sessuali. Ne consegue una sorta di neo Bridget Jones che ovviamente vive in una grande città e lavora nel marketing, ma fa un pasticcio dopo l’altro. Peccato che Alexandra Daddario con la sua espressione monocorde da brava ragazza un po’ svampita e un po’ ingenuotta non riesca minimamente a eguagliare il talento di Renee Zellweger rimanendo una semplice chick  ovvero una “pollastrella” (nello slang statunitense è un termine informale per dire “ragazza” derivato da chicken) fin troppo brava ragazza impacciata. Bella sì, ma non balla.

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