Black Bird

Da una storia vera, la miniserie tratta dal memoir di James Keene: thriller da brividi, con Taron Egerton e Paul Walter Hauser sugli scudi. Disponibile su Apple TV+

13 Luglio 2022
4/5
Black Bird
Black Bird

Chicago, 1996. Jimmy Keene, ex star del football ai tempi del liceo e figlio di un poliziotto decorato, è diventato uno spacciatore professionista che trascorre i suoi giorni tra ambienti lussuosi, festini con amici e avventure notturne con donne. Finché l’FBI non fa incursione a casa sua. Jimmy Keene viene condannato a scontare 10 anni di reclusione in carcere. Ma dopo 10 mesi dall’inizio della pena il procuratore che lo aveva messo dietro le sbarre gli fa un’offerta: entrare in un carcere di massima sicurezza per pazzi criminali e fare amicizia con il serial killer Larry Hall (Paul Walter Hauser), condannato per aver rapito e ucciso una quindicenne. Sebbene Hall sia sospettato di aver ucciso altre diciannove giovani donne in diversi Stati d’America, c’è la possibilità che venga rilasciato in appello. Se però Keene riesce a fargli confessare gli altri omicidi, non ci sarebbero dubbi sulla colpevolezza di Hall.

In cambio, Keene otterrebbe il rilascio incondizionato dal carcere e la possibilità immediata di tornare libero. Oppure rimanere dov’è e scontare l’intera pena senza possibilità di libertà condizionale. Keene capisce subito che la sua unica via d’uscita è ottenere una confessione e scoprire dove sono sepolti i corpi di alcune ragazze prima che l’appello di Hall venga accolto. Ma Larry Hall è davvero un serial killer? O è solo un bugiardo seriale?

È la domanda che vi terrà incollati allo schermo fino all’ultimo episodio di Black Bird, un thriller psicologico ad alta tensione che sovverte il genere poliziesco arruolando un carcerato a risolvere il caso. Ispirato a fatti realmente accaduti, Black Bird è l’adattamento del memoir In With The Devil: A Fallen Hero, A Serial Killer and A Dangerous Bargain for Redemption, scritto da James Keene insieme al giornalista d’inchiesta Hillel Levin.

Un libro in cui Keene racconta la sua vera storia, quella di un eroe caduto e costretto ad accettare un patto pericoloso per guadagnarsi la redenzione. La storia, raccontata anche da Dateline e dalla CNN, raggiunse grande notorietà negli Stati Uniti negli anni ‘90. E poi ha conquistato l’acclamato scrittore e sceneggiatore Dennis Lehane che ha sviluppato e prodotto la serie in sei episodi, disponibile su Apple TV+.

Black Bird

Autore dei romanzi che hanno ispirato film di successo come Mystic River, Gone, Baby, Gone e Shutter Island, nonché scrittore delle serie HBO The Outsider e Mr. Mercedes, Dennis Lehane è considerato uno dei maggiori talenti del thriller statunitense. A sostegno della sua brillante scrittura, un’altrettanto talentuosa regia, quella del candidato all’Oscar, Michaël R. Roskam, (Bullhead, The Drop), nei primi tre episodi, ma anche quella di Jim McKay e Joe Chappelle negli altri tre. Il risultato è un giallo, avvolto nel mistero, che avanza sul filo della suspense.

Attraverso lo sguardo di Jimmy riusciamo ad entrare nel carcere di massima sicurezza di Springfield, nel Missouri, dove basta un niente per far scoppiare rivolte di detenuti e ogni attimo può mettere a repentaglio la vita. Con audacia e sangue freddo, Jimmy cerca di farsi accettare dagli altri carcerati, rimanendo concentrato sul suo obiettivo: fare amicizia con il serial killer della cella accanto. Solo il direttore e lo psichiatra ne sono a conoscenza, perciò Jimmy riesce ad avvicinare, spesso indisturbato, la sua preda. Larry Hall sconta la sua pena trascinandosi con indolenza dalla cella alla mensa e di nuovo alla cella. Ogni tanto viene chiamato a risolvere problemi nella sala caldaie del carcere, che diventa il suo ufficio dove trascorre lunghe ore di solitudine a intagliare uccelli di legno. Il silenzio di Larry viene spesso interrotto dalle domande apparentemente innocue di Jimmy. L’iniziale reticenza di Larry si tramuta in gioia nell’illusione di aver trovato un compagno.

Giorno dopo giorno, Jimmy riesce a costruire un rapporto amichevole con Larry, che mette da parte la sua iniziale diffidenza e si apre in incaute rivelazioni, che subito dopo ritira per poi affermarle di nuovo. Con trucchi di psicologia inversa e grande savoir faire, Jimmy ascolta e registra, senza lasciar trasparire alcun giudizio sulla sua visione patologica delle donne, sui dettagli di sadiche torture perpetrate sui corpi di giovani ragazze, sulla sua infanzia insolita dai risvolti macabri. Sul filo dei pensieri, l’aria trasognata e placida di Larry lascia spesso rapidamente il posto a uno sguardo indemoniato, enfatizzato da una musica sinistra.

La psiche del serial killer segue altre vie del pensiero e della logica che Jimmy cerca di decifrare. Il confine tra verità e menzogna è molto labile nella mente di Jimmy, così come è sbiadita la sua distinzione tra bene e male. Perciò anche uno stupro o un omicidio può provocare un piacere sadico da ripetere e ripetere ancora. In un crescendo di intensità, il rapporto tra i due si trasforma in un interrogatorio a insaputa del colpevole, che si rivela molto più efficace delle indagini dell’FBI. Un esperimento disperato da parte della polizia statunitense che contribuisce all’originalità della narrazione.

Tra Jimmy (Taron Egerton) e Larry (Paul Walter Hauser) viene a crearsi, dunque, un brillante gioco attoriale che contribuisce al successo dell’intera serie. Lunghi e lenti primi piani ci fanno assistere alle conversazioni sottovoce tra i due detenuti di nascosto dalle guardie e da orecchie indiscrete. Nell’oscurità delle celle di notte, nella penombra della sala delle caldaie o nel cortile illuminato da un sole freddo, ricordi, emozioni e confessioni fluiscono in un dialogo ininterrotto tra il giorno, la notte, gli incubi, le allucinazioni. Agli interni spartani e dai toni cupi del carcere spesso si oppongono campi lunghi sui prati dell’Illinois, che rappresentano allo stesso tempo la prova della colpevolezza di Larry che all’ombra di quegli alberi ha scavato le tombe delle sue vittime, ma anche la conquista della salvezza di Jimmy una volta tornato in libertà. Sulle note di Lucky Man dei The Verve trionfano infine immagini ariose e luminose di una natura rigogliosa, simbolo della vita che rinasce nonostante tutto.

Un’altra evasione dagli avvilenti ambienti grigi del carcere, a volte claustrofobici delle celle senza finestre, sono i ricordi. Numerosi flashback vengono a interrompere la linearità della narrazione e a volte i dialoghi tra i due detenuti, permettendoci di conoscere meglio i due personaggi. Le sveglie nel cuore della notte per andare a scavare tombe nel cimitero o a recuperare l’oro dai defunti sepolti con il padre dell’uno si contrappongono alle giornate felici passate a giocare e ad allenarsi con il padre dell’altro (un talentuoso Ray Liotta, scomparso lo scorso 26 maggio).

Due diverse idee di infanzia, di educazione e di contesto familiare che hanno plasmato i due protagonisti, che non hanno niente in comune, se non il piano per la redenzione dell’uno a discapito dell’altro. E nella figura paterna, fondamentale per entrambi, si rispecchiano vizi e virtù dei due uomini adulti che, entrambi, hanno relazioni complicate con le donne. Se uno vede nelle donne il soddisfacimento del puro desiderio sessuale, l’altro la frustrazione per la totale assenza di rapporto con l’altro sesso. In ogni caso è il corpo femminile a subire le turbe della psiche maschile. Una per tutte, la giovane ragazza dai capelli biondi in bici lungo una stradina di campagna ritorna in un’immagine ossessiva lungo la serie.

Episodio dopo episodio viene così a delinearsi il ritratto del mostro, che Dennis Lehane presenta in tutta la sua fragilità, debolezza, umanità. Come Jimmy, a volte sospendiamo il giudizio, assetati di sapere la verità, e andiamo a cercare le falle della psiche, le crepe della mente che l’hanno portato a commettere numerosi crimini, dimenticando di avere di fronte un serial killer.

E se trasportati dalla storia, temiamo che la finzione possa aver preso il sopravvento sulla realtà, Lehane viene costantemente a ricordarci che si tratta di una storia vera. Così, poco prima dei titoli di coda ci informa del finale della vicenda che non vedremo sullo schermo. Il 28 novembre 2004 Big Jim Keene è morto di infarto, 5 anni dopo che suo figlio Jimmy è uscito di prigione. Gary Hall è riuscito a convincere il fratello Larry a confessare quindici omicidi. Ma Larry ha subito ritrattato tutte e quindici le confessioni. Ad oggi, nessuna delle vittime sepolte è stata portata alla luce. Dopo il suo rilascio dalla prigione di Springfield, Jimmy Keene ha intrapreso una brillante carriera d’affari, mentre continua ad aiutare le forze dell’ordine nell’individuare i serial killer. Larry Hall rimarrà in carcere senza libertà condizionale per il resto dei suoi giorni.

Black Bird è, dunque, la parabola di un eroe caduto dalla parte sbagliata della legge che si redime per aver saputo cogliere un’opportunità. “Nella vita, le persone possono prendere delle strade sbagliate che le distruggono. Io sono una di quelle persone. Ma mi è stata data una seconda possibilità, non solo per salvare me stesso, ma anche per riscattare la società dalle scelte sbagliate che ho fatto”. Così James Keene inizia il suo memoir. Un percorso catartico verso la salvezza individuale e collettiva tra immagini e parole.

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