Belle & Sebastien – Amici per sempre

Terzo capitolo delle celebri avventure tratte da Cécile Aubry. Ma a parte alcuni rimandi disneyiani, la magia sembra essersi persa per strada

21 febbraio 2018
2/5
Belle & Sebastien – Amici per sempre

Era il 2013 quando il regista francese Nicolas Vanier, grande appassionato della serie televisiva Belle et Sebastien, scritta e diretta da Cécile Aubry, decise, sebbene intimidito, di avventurarsi nel difficile terreno del più grande successo televisivo francese facendone un film per il cinema. Ne uscì alla grande ambientando la storia all’epoca della seconda guerra mondiale e rendendo  protagonista assoluta del film la montagna con i suoi paesaggi impervi.


Dopo due anni la storia dell’amicizia tra l’orfanello e il suo enorme cane bianco cambiava regia. L’avventura continuava con Christian Dugay che si allontanava ulteriormente dal materiale originale perdendo però la sincerità delle intenzioni. Ora arriva nelle sale italiane Belle & Sebastien – Amici per sempre, il terzo capitolo della trilogia che ha già sorpassato al box office in Francia gli straordinari risultati del primo.

A dirigerlo è un altro francese: Clovis Cornillac, al suo secondo lungometraggio dopo Un po’ tanto, ciecamente, conosciuto soprattutto come attore per la sua interpretazione di Asterix in Asterix alle Olimpiadi. Qui nella doppia veste di regista e interprete del film: è infatti lui a dare il volto al cattivo della storia, una sorta di Crudelia De Mon versione maschile.

Siamo nel 1948, la guerra è finita e Sebastien è cresciuto (ora ha dodici anni). Lui e Belle sono sempre inseparabili e la famiglia si è allargata con l’arrivo di tre splendidi cuccioli. Lì sui paesaggi innevati delle Alpi francesi tutto andrebbe per il meglio se non fosse che Sebastien una sera scopre che suo padre e Angelina, di lì a poco sposi, vogliono trasferirsi in Canada e lui non ha assolutamente intenzione di lasciare il suo amato nonno.

La situazione si complica ulteriormente quando arriva il presunto proprietario di Belle che vuole portargliela via. Lontani dalla guerra e dai meravigliosi paesaggi che solo il primo film ci aveva saputo regalare, questo Belle e Sebastien è più vicino a una fiaba per le tematiche messe in campo. La storia del cattivo che vuole riprendersi Belle e i suoi cuccioli non può non ricordare quella de La Carica dei 101 con Crudelia De Mon che rapisce i piccoli dalmata per farsi una pelliccia. E la scena durante una bufera di neve con la madre morta che appare in sogno a Sebastien richiama alla memoria la Piccola Fiammiferaia e la nonna che le si rivela nel mezzo del gelo.


Peccato però che questi Belle e Sebastien siano distanti dal suscitare le stesse emozioni dei film Disney e delle fiabe dello scrittore danese Andersen e che la montagna delle origini resti sullo sfondo.

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