Aquile randagie

L'opera prima di Gianni Aureli racconta la vera storia degli scout che si ribellarono al fascismo. Da far vedere ai ragazzi, e non solo

1 Ottobre 2019
3/5
Aquile randagie
Aquile randagie foto e (c) di Matteo Bergamini/Scout

Chi sono le Aquile Randagie? No, non sono dei pennuti erranti, ma un gruppo di scout di Milano e di Monza che decisero di ribellarsi alla decisione del fascismo di chiudere tutte le associazioni giovanili che fossero differenti dall’Opera Nazionale Balilla.

Questi ragazzi, guidati da Andrea Ghetti e Giulio Cesare Uccellini, continuarono la loro attività scout in clandestinità mantenendo la promessa di aiutare gli altri in ogni circostanza e supportando la resistenza fino alla fine della guerra.

Una storia del nostro paese bella e poco conosciuta che ci viene raccontata dal regista Gianni Aureli nella sua opera prima con grande documentazione (anche se la parte narrativa è un po’ sacrificata rispetto a quella rappresentativa con riprese aeree sulle vallate e le cime della Val Codera).

Nel cast tanti attori giovanissimi (e non), tra cui Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Ralph Palka, Anna Malvaso, Marco Pratesi, Marc Fiorini e Pietro De Silva.

Fedeli (alla promessa) e ribelli (al regime) questi ragazzi sfidarono il fascismo per anni, portando avanti gli ideali di solidarietà e speranza propri dell’Associazione Scout.

La lotta partigiana non fu monocolore, ma ad essa contribuirono diverse realtà, non ultima quella dello scoutismo. Ecco, questo film, realizzato grazie al crowdfunding, recupera questa parte di storia che è stata fondamentale nel nostro paese e ci ricorda che all’odio non bisogna mai rispondere con la stessa modalità. Un film diretto ai ragazzi e al loro spirito ribelle perché “per essere fedeli bisogna essere ribelli”.

 

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