Amici come noi

Si ride poco: nel debutto al cinema delle Iene Pio & Amedeo la comicità vira verso il romanticismo, ma il risultato è modesto

19 Marzo 2014
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Amici come noi
Amici come noi

Non è volgare né demenziale, eppure la commedia Amici come noi con Pio & Amedeo stenta a decollare: l’interazione tra le due Iene, rigorosamente in foggiano, domina il grande schermo ma relega in un angolo la trama. Il debutto, in 437 copie per Taodue, riscrive in chiave comica l’epopea di due ragazzi di provincia alle prese con velleità di ogni genere.
Amedeo sogna di fare il calciatore e aspira a facili guadagni, indebitandosi con le scommesse e aprendo un’improbabile agenzia di pompe funebri hi-tech. Tra bare con video-citofono, a forma di trolley e corredate di macchinette per il caffè coinvolge Pio in improbabili avventure. Quest’ultimo preferirebbe di gran lunga concentrarsi sull’organizzazione del matrimonio con la maestrina Rosa (Alessandra Mastronardi), circondato dalla “cheapperia” dei preparativi. Nella coppia si rispecchiano i valori di generazioni intere educate ai facili sentimentalismi di “C’è posta per te” e alle sdolcinate banalità di canzoni commerciali. Cafoni sì, ma dal cuore d’oro: vivono di provincialismi e ostentazione ma vogliono girare il mondo e, possibilmente, conquistarlo con espedienti furbetti. Impossibile, però, per i paesani conquistare le metropoli: chi è abituato a vivere protetto dal recinto del proprio orticello non se ne separa volentieri e, dopo averci provato, torna sempre alle origini.
La pellicola, diretta da Enrico Lando, sembra la tipica bomboniera da matrimonio, uno di quei soprammobili vistosi ma inutili, stipati sulle credenze mentre attirano la polvere eppure tanto cari a certe famiglie. Eppure Pio & Amedeo restano un fenomeno di costume. Poco importa che la fotografia del film sia poco curata o che la sceneggiatura presenti buchi narrativi: il loro pubblico li conosce e li ama così come sono, senza aspettarsi nulla di diverso da quello a cui è stato abituato negli anni. La coppia, comunque, ce la mette tutta e l’impegno appare evidente: tenta di ricreare la spontaneità dell’improvvisazione televisiva e strappa anche qualche sorriso. Non si prende sul serio, si propone con umiltà e accetta i propri limiti: grazie a complicità e affiatamento ha dimostrato di potercela fare e il box office, nonostante tutto, ne premierà (forse) gli sforzi.

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