Weekend al cinema

Datevi un martello che in sala c'è Thor. Con Source Code prevenire è meglio che morire, dall'Italia Malavoglia e Baci mai dati
29 Aprile 2011
Weekend al cinema

“Datemi un martello… lo voglio dare in testa a chi non mi va”, cantava nel 1964 una giovanissima Rita Pavone. Forse non sapeva che due anni prima quel Martello la Marvel lo aveva già dato a un ragazzone biondo che di teste ne avrebbe spaccate parecchie: parliamo di Thor, uno dei più popolari fumetti nati dalla fantasia di Stan Lee e Jack Kirby che, dopo quasi 50 anni, sbarca al cinema con le fattezze dell’omone australiano Chris Hemsworth e la regia di Kenneth Branagh, cineasta specializzato negli adattamenti dal Bardo (Molto rumore per nulla e Hamlet tra gli altri). Una scelta, quella del regista irlandese, non peregrina, essendo la vicenda di Thor – che parla d’intrighi al palazzo reale, conflitti edipici e gelosie tra fratelli – probabilmente la più shakesperiana delle storie Marvel. Il che non esula da un gran dispendio di effetti speciali e dal formato 3D. Nel cast anche Anthony Hopkins e Natalie Portman.
Thor – che è uscito mercoledì incassando quasi mezzo milione di euro in un solo giorno – non è la sola novità del weekend a meritare l’etichetta di blockbuster: c’è anche il bel Jake Gyllenhaal costretto a una corsa contro il tempo pur di fermare un micidiale attacco terroristico nel cuore dell’America. Il fatto curioso in Source Code di Duncan Jones (figlio di David Bowie e già autore dell’acclamato Moon) è che questa corsa contro il tempo avviene all’indietro: un esperimento militare top secret consente al personaggio di riavvolgere di continuo il nastro di eventi già accaduti, nel tentativo di trovare nel passato indizi utili a prevenire la minaccia. Dall’Italia, oltre alle Notizie degli scavi di Emidio Greco (storia di un ritorno alla vita di un professore stralunato interpretato da Giuseppe Battiston, con Ambra Angiolini nel ruolo di una prostituta), giungono le nuove da Librino, periferia di Catania, dove un presunto miracolo – l’apparizione della Madonna a una ragazzina di 13 anni – sconvolge la vita della comunità e di una famiglia distopica: sono I baci mai dati di Roberta Torre, già Premio Brian all’ultimo festival di Venezia, con Donatella Finocchiaro e Beppe Fiorello tra i protagonisti e la rivelazione Carla Marchese, all’esordio su grande schermo. Il cinema tricolore presenta inoltre Malavoglia, libero adattamento del capolavoro verghiano firmato da Pasquale Scimeca, Il sesso aggiunto di Francesco Antonio Castaldo, dramma della dipendenza con derive mistiche, e Diciottanni – Il mondo ai miei piedi di Elisabetta Rocchetti, ritratto di un adolescente che baratta un po’ d’amore con donne più grandi di lui. L’amore, che altro?, al centro anche del francese Angele e Tony, dove una ex detenuta cerca marito pur di evitare che i servizi sociali le portino via la custodia del figlio. Regia dell’esordiente al lungometraggio Alix Delaporte, già vincitrice nel 2006 a Venezia di un Leone d’Oro con il corto Comment on freine dans une descente?.

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