Venezia, ecco le Giornate degli Autori

Tra i film in concorso il Padre Pio "un po' punk" di Abel Ferrara e Bentu di Salvatore Mereu. Le favolose di Roberta Torre apre lo spazio off delle Notti Veneziane. Masterclass di Edgar Reitz, Premio Speciale per il 75° FEdS
28 Luglio 2022
Festival, In evidenza
Venezia, ecco le Giornate degli Autori
Bentu di Salvatore Mereu

“La questione politica è il tema portante di questa edizione, ma anche la solitudine umana e la rielaborazione del passato per parlare dell’oggi. Sono tutti film che raccontano il nostro contemporaneo e la sua complessità”. Così la direttrice artistica Gaia Furrer alla presentazione della diciannovesima edizione, presieduta da Andrea Purgatori affiancato dal delegato generale Giorgio Gosetti, delle Giornate degli Autori, che si svolgeranno dal 31 agosto al 10 settembre nell’ambito della 79 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Tanti i film in programma: dieci i film in concorso, cinque opere prime e sei registe donne, a cui si aggiungono il film di chiusura (The Listener di Steve Buscemi con Tessa Thompson in un ruolo inedito: volontaria al telefono amico) e cinque eventi speciali. Apre il concorso Dirty, Difficult, Dangerous di Wissam Charaf, storia d’amore contrastato nella Beirut di oggi tra un rifugiato siriano e una badante immigrata etiope. Tra i film della selezione ufficiale: Padre Pio di Abel Ferrara, che Furrer definisce “un po’ punk, sul massacro di San Giovanni Rotondo nel 1920”, Bentu di Salvatore Mereu, storia di grano e di vento ambientata nella Sardegna degli anni cinquanta e metafora della sfida dell’uomo con la natura, I dannati non piangono di Fyzal Boulifa sul rapporto tra una madre e un figlio in una Tangeri lacerata dalle disparità, Bezna Selhàny della cecoslovacca Cristina Grosan, distopia femminista su un mondo che crolla e sul bisogno di unirsi.

Padre Pio

E poi le opere prime: Blue Jean di Georgia Oakley sul governo Thatcher quando nel 1988 aveva appena approvato una legge omofoba poi restata in vigore fino al 2003, l’algerino El Akhira. La Dernière Reine di Adila Bendimerad e Damien Ouniri, dramma in costume sulle gesta dell’ultima regina di Algeri, ovvero Zaphira, Lobo e Cão della portoghese Clàudia Vareão, racconto queer ambientato nelle isole delle Azzorre e The Maiden del canadese Graham Foy sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Infine Shimen di Huang Ji e Ryuji Otsuka, racconto nella Cina contemporanea sulla mercificazione del corpo di una giovane ragazza rimasta incinta. Le opere saranno giudicate da una giuria composta da ventisette giovani provenienti dai ventisette paesi dell’Unione Europea e sarà presieduta da Céline Sciamma.

Nove i titoli delle Notti Veneziane, lo spazio-off creato in accordo con Isola Edipo alla Sala Laguna dedicato alla ricerca d’autore del cinema italiano. Ad aprire le Giornate sarà la regista Roberta Torre con il suo Le favolose, ritratto chiassoso di un gruppo di eccentriche transessuali.  E poi: Spaccaossadebutto alla regia dell’attore siciliano Vincenzo Pirrotta, storia di truffe assicurative nei bassifondi palermitani con Giovanni Calcagno, Aurora Quattrocchi e Luigi Lo Cascio, Las Leonas di Isabel Achval e Chiara Bondi su una rete di giovani colf, dogsitter e badanti che insieme giocano a calcio, Un nemico invisibile di Riccardo Campagna e Federico Savonitto su una vicenda privata di una famiglia triestina, La Timidezza di Valentina Bertani su due fratelli gemelli e Se fate i bravi di Stefano Collizzolli e Daniele Gaglianone, diario a posteriori sui fatti di Genova nel 2001, un passato che serve per parlare dell’oggi. E poi ancora: Il paese delle persone integre reportage di Christian Carmosino Mereu su un anno cruciale del Burkina Faso, Kristos di Giulia Amati, storia dell’ultimo bambino su un’isola del Dodecanneso e il film esistenziale Pablo di Neanderthal di Antonello Matarrazzo.

Le favolose

Tra gli eventi speciali: Marcia su Roma di Mark Cousins con Alba Rohrwacher, doc irlandese che racconta l’ascesa del fascismo in Italia con anche filmati d’archivio forniti da Luce Cinecittà, Casa Susanna di Sebastien Lifshitz sul rifugio del primo gruppo clandestino di cross-dresse messo in piedi negli anni cinquanta nell’America rurale, Alone dell’iraniano Jafar Najafi su un ragazzino che si ribella alle sue sorelle che si devono sposare, Siamo qui per provare di Greta De Lazzaris e Jacopo Quadri, un film su una coppia artistica, e infine l’opera prima Acqua e Anice di Corrado Ceron con Stefania Sandrelli e Silvia D’Amico, viaggio on the road da balera tra due amiche di età diverse.

Per i cortometraggi del progetto Miu Miu Women’s Tales: House Comes With a Bird di Janicza Bravo e Carta de mi madre para mi hijo di Carla Simón.

Tra gli ospiti delle Giornate anche: Daniele Ciprì, Filippo Timi, Artavazd Pelešjan, Bob Odenkirk, e tanti altri.

Infine da segnalare: giovedì 8 settembre sarà consegnato il Premio speciale per il 75esimo della Fondazione Ente dello Spettacolo al regista tedesco Edgar Reitz, che sarà protagonista di una delle masterclass e che tornerà con la versione restaurata del suo Heimat. E il Premio cine-letterario Bookciak, evento di preapertura delle Giornate degli autori il 30 agosto al Lido, con Cecilia Strada presidente di giuria.

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