VAmelio così…

"Rigore senza autogol", il motto del neodirettore del TFF. Che tranquillizza: "Venezia e Roma? Nessun problema, siamo inscalfibili"
4 Novembre 2009
VAmelio così…

“C’è sempre una prima volta”. Così il regista Gianni Amelio commenta la sua prima volta alla direzione di un festival: il 27° Torino Film Festival, in programma dal 13 al 21 novembre.
Sotto la Mole, Amelio succede a un collega, Nanni Moretti, che tiene a ringraziare “per il lavoro fatto e per la visibilità data al festival, che io non posso ripetere perché, appunto, non sono Nanni Moretti. Il mio contributo sarà diverso: con me, Torino sarà all’insegna del rigore nella passione. Da regista, devo portare il mio gusto e la mia esperienza, ma devo aprire ad altri spettatori diversi da me: altrimenti, se selezionassi solo quelli che mi piacciono, rischierei di fare un festival con tre film”. 
Sulla possibile concorrenza dei temporalmente vicini Venezia e Roma, Amelio precisa: “Nessun problema, solamente ci “costringono” a essere più creativi e innovativi. Come quando apre una libreria dove ce n’è già un’altra, è una cosa positiva, non mi spaventa. Serve darsi un carattere e un’identità, e quella di Torino non è scalfibile: non assomiglia a nessun altro festival, soprattutto italiano. Qui, nessuna porta va chiusa, abbiamo un pubblico composto per metà da persone che fanno o faranno cinema: è un unicum”.
In concorso 16 titoli – di cui due, dopo tre anni di assenza, italiani: La bocca del lupo di Pietro Marcello e Santina di Gioberto Pignatelli -, sono 254 quelli in cartellone, tra lungometraggi, medio e corti, selezionati tra gli oltre 3500 visionati: “Fremaux (direttore del festival di Cannes, NdR) vi direbbe: “Li ho visti tutti”, ma io non ci credo, e vi dico che ne ho visti 600″, prosegue Amelio, sottolineando come, con metafora calcistica, “non si debba confondere rigore con autogol, nemmeno per i festival”.
Da ultimo, due parole sul neonato Gran Premio Torino, “che va – spiega Amelio – a quei registi che hanno lasciato traccia nell’arricchimento del linguaggio cinematografico: quest’anno lo riceveranno Emir Kusturica, che presenterà una versione uncut di Underground di quasi sette ore, e Francis Ford Coppola, per la sua casa di produzione American Zoetrope, che porterà in anteprima italiana (dal 20 novembre in sala con Bim) il suo Segreti di famiglia” e su “Figli e manati”, con Bellocchio, Garrone, Ferrario, Martone, Zanasi e Sorrentino che “parleranno del film della loro vocazione”.
Conclude il vicedirettore Emanuela Martini, citando alcuni dei film fuori concorso della “Festa mobile”, da Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson a Claustrophobia di Ivy Ho, passando per Non ma fille, tu n’iras pas danser di Christophe Honoré, con Chiara Mastroianni, al film di apertura, Nowhere Boy di Sam Taylor Wood, sull’infanzia di John Lennon, e l’inedito “Rapporto confidenziale”, dedicato al cinema del danese Nicolas Winding Refn, di cui verrà presentata anche la trilogia Pusher, Bronson e il veneziano Valhalla Rising.

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