Vado al Massimo

"Sono un ribelle, dico ciò che penso e faccio male", dichiara Ranieri. Che diventa Ultimo Pulcinella per Maurizio Scaparro
10 Marzo 2009
Vado al Massimo
Massimo Ranieri@ Pietro Coccia

(Cinematografo.it/Adnkronos) – E’ Massimo Ranieri L’ultimo Pulcinella di Maurizio Scaparro. L’attore napoletano torna sul grande schermo con un film, presentato oggi a Villa Medici a Roma, liberamente ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini, che narra la storia di un rapporto, spesso traumatico, tra un ragazzo napoletano, che cerca nuovi stimoli creativi e di vita lontano dalla sua città, e un padre, artista di strada, che guadagna con fatica la vita continuando a cantare e a recitare nelle piazze di Napoli “le storie di Pulcinella”. E’ anche la storia di un mondo che cambia, di generazioni che stentano a capirsi, ambientata fra la Napoli d’oggi e la Parigi delle banlieues, altro crocevia di faticose, e spesso violente, contraddizioni, dove padre e figlio cercheranno di costruire nuovi sogni anche attraverso il teatro. “Un’avventura – ha spiegato il regista – fatta con molta gioia anche se non con altrettanti soldi. Un film per unire la cultura, i giovani ed il lavoro. Un film europeo, anzi mediterraneo, che ha già riscosso successo a Los Angeles e a Berlino, dove è stato acquistato dalla Spagna e dall’America Latina”. “Pulcinella era un ribelle – ha spiegato Massimo Ranieri – uno che faceva male perché aveva la lingua e un pensiero che difendeva. Non posso dire di conoscere Pulcinella perché é misterioso però, nel momento in cui ho indossato quella maschera, come per magia, ne ho capito l’importanza, il peso, le ansie, le paure e il terrore che c’è dietro ma anche un grande divertissement intelligente, ironico e non stupido come quello di oggi. Avrei rifiutato di fare questo film – ha concluso – se non ci fosse stato Maurizio perché questa è una creatura nostra”. E a chi gli chiede quale messaggio lancerebbe alle nuove generazioni napoletane, Massimo Ranieri risponde: “Non direi mai ai ragazzi di andarsene dalla città ma di restare e fare qualcosa, per far prevalere la napoletanità sul napoletanismo“. L’ultimo Pulcinella ripercorre il viaggio di un attore napoletano, Michelangelo, che recita e canta a Napoli il suo Pulcinella prima di lasciare Napoli per Parigi alla notizia che suo figlio Francesco è scappato nelle banlieues parigine da una sua amica, Cecilia, per avere assistito a un omicidio di camorra. A Parigi Michelangelo ritrova un suo vecchio amico professore della Sorbona (Jean Sorel) e la sua assistente Faiza che lo aiutano a riconquistare la fiducia del figlio, ma soprattutto conosce Marie, ex attrice di varietà, rinchiusa in un vecchio e cadente teatro nelle banlieues di cui è proprietaria e ormai custode. Tutti insieme, con l’aiuto di Cecilia, che ha una particolare influenza politica su molti giovani del quartiere, decidono di realizzare un sogno che fu già di tanti italiani del passato, “les italiens”: riscoprire il teatro e mettere in scena uno spettacolo ispirato a un soggetto inedito di Roberto Rossellini su Pulcinella. Malgrado le difficoltà di vita del quartiere e le tensioni crescenti con la polizia, Michelangelo cercherà di creare uno spazio dove possa essere nuovamente riconosciuta la dignità e l’utilità dell’artista, a Parigi come a Napoli e in tutta Europa oggi. Il film uscirà nelle sale il 13 marzo e il ricavato delle due prime, proiettate a Roma e a Napoli, sarà devoluto a sostegno della lotta dei giovani lavoratori dello stabilimento G. B. Vico di Pomigliano d’Arco del Gruppo Fiat.

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