Un’altra me

Dal Trono di spade ad Another Me di Isabel Coixet, il nuovo corso di Sophie Turner: "Un sollievo poter recitare indossando i jeans!". In concorso a Roma
15 Novembre 2013
Un’altra me

“E’ stato un grande cambiamento, non c’è dubbio. Ma soprattutto un vero sollievo, finalmente potevo recitare indossando dei jeans!” Sophie Turner racconta con emozione il passaggio dalla lavorazione di una produzione kolossal come quella de Il trono di spade a quella del nuovo film di Isabel Coixet, Another Me, oggi in concorso al Festival di Roma. “Intanto – prosegue la giovane attrice – è stato bello potersi confrontare con una storia contemporanea e in un certo senso avevo bisogno di liberarmi dalla depressione che avvolge il personaggio di Sansa nella serie tv. In questo film ho dovuto interpretare una ragazza che affronta le situazioni in maniera un po’ diversa, non passivamente”. Tratto dall’omonimo romanzo di Cathy MacPhail, Another Me racconta la storia di una teenager come tante altre, Fay, la cui routine quotidiana inizia lentamente a sfaldarsi quando un inquietante sospetto s’insinua in lei. Chi è quel misterioso “doppio” che la perseguita, tentando di rubarle non solo l’identità ma anche la vita? “La cosa davvero inquietante, quando ho letto la sceneggiatura, è stata quella di identificarsi nella protagonista per il fatto che anche mia madre, quando sono nata, ha perduto la mia sorella gemella”, dice Sophie Turner.
Ma la componente “mistery” non è l’aspetto che ha convinto Isabel Coixet a dirigere il film: “Il mistero mi interessava relativamente, la sfida era quella di esplorare il modo in cui viviamo con i nostri fantasmi, con il nostro passato”, dice la regista, al quinto lungometraggio dopo La mia vita senza me, La vita segreta delle parole, Lezioni d’amore e Map of the Sounds of Tokyo. E proprio il Giappone ha influenzato in qualche modo le atmosfere di Another Me: “Non tanto i film, quanto la letteratura giapponese, e penso ad autori come Banana Yoshimoto o Haruki Murakami, proprio per quel modo di rapportarsi ai ‘fantasmi’ in maniera molto particolare” , spiega la regista, che aggiunge: “E’ normale poi che a livello di suggestioni, un film sul tema del doppio possa far venire in mente tanti altri film del passato. Tempo fa parlavo proprio con Brian De Palma, il quale dopo aver ascoltato di che cosa parlava il mio nuovo lavoro mi ha detto che gli ricordava Complesso di colpa, solamente aggiornato all’epoca contemporanea”. Interpretato anche da Gregg Sulkin, Rhys Ifans, Claire Forlani, Jonathan Rhys Meyers, Geraldine Chaplin e l’habitue Leonor Watling (al quarto film con la regista spagnola), Another Me è una coproduzione Spagna/UK, con riprese a Barcellona (interni) e in Galles (per gli esterni).

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