Una poltrona per due

"La proroga di un anno del direttore Barbera? Vorrei parlarne al CdA, non ai giornalisti", dice Baratta, il presidente della Biennale
Una poltrona per due

“Se chiederò in Cda dopo la fine della Mostra la proroga di un anno del direttore Barbera? Vorrei parlarne al Cda prima che ai giornalisti però una cosa posso dirvela, che è stato lo stesso Cda a volere fortemente quella norma per garantire la continuità delle varie direzioni artistiche della Biennale nell’anno della scadenza del mandato del Cda che cade appunto a metà del prossimo dicembre”.

Lo ha sottolineato il presidente della Biennale, Paolo Baratta, nel tradizionale pranzo con la stampa italiana, in occasione del giro di boa di metà percorso della Mostra del cinema, lasciando intendere che è molto probabile che si andrà verso una proroga di un anno dell’attuale direttore del festival veneziano, Alberto Barbera, in attesa del rinnovo del Cda a dicembre e quindi poi della successiva nomina piena di un direttore quadriennale (che potrebbe in via teorica essere anche lo stesso Barbera, “perché non ci sono limiti al rinnovo del direttori”, ha aggiunto Baratta).

“Su questo argomento posso solo considerare, come fate voi, le nuove premesse che sono state messe per una maggiore continuità. Ma questo non vuol dire che riguardi la mia persona. Vi rendete conto da voi che non spetta a me dire nulla in proposito. A metà dicembre sapremo”. Il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, risponde così ai giornalisti che gli chiedono – durante il tradizionale incontro di metà percorso della Mostra del Cinema – se si aspetta una conferma alla presidenza dopo l’introduzione nelle scorse settimane da parte del governo di una norma che permette il terzo mandato consecutivo alla guida della Fondazione, superando il limite fino ad allora fissato in due mandati consecutivi.

Baratta non si espone esplicitamente sul futuro ma nel tracciare il bilancio di quanto fatto in questi otto anni parla anche di quanto resta da fare per rendere ancora migliori e all’altezza dei più grandi festival del mondo le strutture della Mostra del Cinema.

Baratta racconta anche con grande ironia di una situazione presa in mano all’inizio non certo rosea. “Con una reputazione della Mostra al livello internazionale che era piuttosto calata negli anni. E la reputazione internazionale per Venezia è la cosa più importante”, sottolinea. Per poi sintetizzare con efficacia: “Diciamo che ci descrivevano al tramonto e noi abbiamo reagito trasformandolo in alba”. Una frase in cui riecheggia il titolo del celebre film di Robert Rodriguez Dal tramonto all’alba, e che ben si adatta a quanto in molti scommettono accadrà da qui alla fine dell’anno, quando cioè la fine del mandato probabilmente si trasformerà in un nuovo inizio.

“Posso dire che arrivati a metà percorso siamo soddisfatti di come stanno andando i numeri della Mostra. Al quinto giorno sono stati venduti circa 22.000 biglietti contro i circa 20.000 dello scorso anno, con un +9% sull’anno scorso”. Lo ha detto il presidente della Biennale Paolo Baratta incontrando i giornalisti per un primo bilancio sull’andamento della Mostra del Cinema di Venezia.

“L’unico dato in decremento (-3%) è la vendita degli abbonamenti totali, quelli più costosi ma questo riguarda tutte le fondazioni in questa fase economica. Sono invece in aumento tutti gli abbonamenti meno costosi, quelli cosiddetti a blocco o a pacchetto. Diminuiscono i biglietti gratuiti (-2,46% sul 2014 e -15% sul 2013)”, aggiunge
Baratta.

Baratta sottolinea anche l’attenzione della stampa nazionale ed internazionale: “Ci sono 3000 giornalisti accreditati, di cui 1200 stranieri”. Così come aumenta la fruizione dei servizi forniti via web, dalla prenotazione dei biglietti, alla sala web che offre la visione a pagamento di alcuni film in concorso nella sezione Orizzonti e che ha registrato 2.500 biglietti venduti, con un +40% sullo scorso anno.

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