Una commedia Sharmant

"Un omaggio ad Alberto Sordi e gli italiani che cercano lavoro", dice il regista Ugo Fabrizi Giordani. Che porta Brignano e Panariello in vacanza nel Sinai
14 Settembre 2010
Una commedia Sharmant

“Sono un assiduo frequentatore di Sharm. Questo film è una straordinaria cartolina del posto e di tutti gli italiani che in questi anni hanno trascorso lì le loro vacanze”. Così Carlo Rossella, presidente Medusa, che distribuirà il film a partire dal 17 settembre in 350 copie, introduce la conferenza stampa di Sharm el Sheikh, diretto da Ugo Fabrizio Giordani: “L’idea nasce dal licenziamento di un mio caro amico che lavorava all’Alitalia. E’una commedia, ambientata nel Sinai, che cerca di far ridere su un grave problema del nostro paese: la crisi economica”.
“Ultimamente c’è una crescita dei licenziamenti e della disoccupazione, basta pensare alla situazione francese di Telecom France e alla tragica lista di suicidi. Noi abbiamo affrontato questo dramma con una commedia”, dice Enrico Brignano, che nel film interpreta Fabio, un venditore di polizze assicurative a rischio di perdere il posto. Poiché l’azienda per cui lavora è stata inglobata dalla concorrenza e il nuovo presidente Saraceni (Giorgio Panariello, assente dalla conferenza perché sta girando un film in Sud Africa) è intenzionato a tagliare teste per ottimizzare i costi: “ Il classico furbetto italiano, un personaggio riconoscibile in tanti imprenditori senza scrupoli”, dice il regista.
Così  Fabio insieme alla moglie (Cecilia Dazzi), le figlie (Michela Quattrociocche e Ludovica Bizzaglia) e alla madre, un’accanita giocatrice d’azzardo (Fioretta Mari), decide di raggiungere Saraceni, in vacanza a Sharm, per cercare di non perdere il lavoro. In ballottaggio per lo stesso posto e nella stessa impresa troverà il suo collega (Maurizio Casagrande). Equivoci, tradimenti, malintesi, bugie,sono tutti gli ingredienti di una commedia che diventa occasione per raccontare uno spaccato dell’Italia di oggi con i suoi vizi e le sue virtù. “E’ un film destinato al grande pubblico, trasversale e privo di volgarità”, prosegue il regista che ha lavorato come assistente di Scola: “Ho voluto raccontare attraverso la commedia all’italiana, genere che adoro, questo momento di grande precarietà. E’ un omaggio agli italiani che cercano lavoro e ad Alberto Sordi, interprete di Una vita difficile di Dino Risi”. Sul paragone con i cinepanettoni, il regista risponde: “Magari fossi capace di farli! Non ho nulla contro i cinepanettoni”, e Brignani aggiunge: “Non è un cinepanettone. Senza offese, ma qui la comicità non è svilita da parolacce e volgarità gratuite. Inoltre da romano e da attore di teatro avrei dei problemi a recitare in quel genere di film”.

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