Un altro Muccino

"Né regista né attore, sono innamorato del cinema", confessa Silvio. Che si dirige in un "About a boy ai tempi di Obama", dal 22 dicembre in sala
20 Dicembre 2010
Un altro Muccino

About a boy ai tempi di Obama”. Definizione del regista e attore, è Un altro mondo di Silvio Muccino, “film di Natale, ma non cinepanettone, piuttosto alla Capra, perché scalda il cuore”, che arriva in sala il 22 dicembre distribuito in 300 copie da Universal, co-produttore con Cattleya.
Scritto da Muccino con Carla Vangelista, autrice del romanzo omonimo, il film inquadra “il rapporto tra un ragazzo bianco italiano (Muccino alias Andrea) e un bambino di colore africano (Michael Rainey Jr., alias Charlie, scovato in un videoclip di Tiziano Ferro)”, ma, all’opera seconda dopo Parlami d’amore, Muccino precisa: “Non mi sento né regista né attore: sono innamorato del cinema e delle sue storie, che vado a ricercare”.
Tra i “rischi” di Un altro mondo, il regista indica “il mio ruolo, quello più distante di sempre: il processo di elaborazione e scrittura è durato un anno e mezzo (“tra litigi, pianti ma senza spargimento di sangue”, aggiunge la Vangelista) e “la difficoltà nel dirigere un bambino, ma l’ingresso di Michael ha risolto entrambi: ha lasciato aperto la porta l’improvvisazione, al far accadere la vita. Mi sono sentito più spalla che protagonista, dimenticandomi di me, senza cercare la performance”, mentre la Vangelista sottolinea “la volontà, già nel libro, di parlare di donne e della loro forza, mentre il cinema solitamente è tutto a vantaggio degli uomini”. Queste donne sono Isabella Ragonese, nei panni di Livia, la compagna di Andrea, che parla di “occasione da cogliere al volo, ruolo per me inedito e tanta energia”, e Maya Sansa, volontaria nel campo in Kenya (“la patria di Obama”, sottolinea Muccino) dove Andrea scopre di avere un fratello, Charlie, che definisce il film “un bellissimo regalo”.
Nel cast anche Flavio Parenti e Greta Scacchi, viceversa, Muccino jr. schiva prima la domanda “d’obbligo” sul fratello Gabriele e poi l’attributo “esistenzialista” al film: “Mi interessa il processo di crescita: esistenzialismo è un parolone, possiamo tradurlo in storia di formazione, con riferimenti pop: da About a boy a Gente comune di Redford, che non si vergogna delle emozioni, e Magnolia“, mentre spiega come Un altro mondo , tramite i proventi di magliette e Fishandchips – Il dinosauro che viene da un altro mondo, libro spin-off per bambini della Vangelista, contribuisce a sostenere le attività del Neema Hospital di Nairobi, promosso da World Friends Onlus.
Se “l’Italia non è l’America di Obama, ma potrebbe diventarlo” e “sostengo le proteste studentesche, manifestazioni culturali e pacifiche ben diverse dalle polemiche e dalle deformazioni violente: questo Paese ha bisogno di cultura, è giusto salire sui monumenti per riprendersela”, Muccino chiude ricordando gli sforzi per avere Bruce Springsteen in colonna sonora: “Dopo tre settimane ha risposto ok alla mia mail che iniziava con Dear Bruce”, il focus “sull’accettazione più che sull’integrazione” e la battuta di un macchinista, a sentir parlare di Un altro mondo quale About a boy: “A me sembra Piedone l’africano“.

 

Lascia una recensione

Lasciaci il tuo parere!

avatar
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy