Tye Sheridan ad Alice nella Città

"Friday’s child dimostra come le persone che non ricevono una buona educazione possono finire male", spiega il protagonista del nuovo film di A.J. Edwards
24 Ottobre 2018
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Tye Sheridan ad Alice nella Città

“L’educazione pubblica purtroppo non è in cima alla lista degli interessi del governo e non è abbastanza sostenuta in America. Questo è un peccato perché garantisce il futuro della nostra società. Il film Friday’s child dimostra come le persone che non ricevono una buona educazione possono finire male”. A parlare è Tye Sheridan, protagonista del film di A. J. Edwards, che è stato presentato oggi nella sezione Alice nella città alla Festa del Cinema di Roma. Il giovane attore statunitense che ha debuttato a quindici anni con il film della Palma d’oro a Cannes The Tree of Life di Terrence Malick, questa volta interpreta un ragazzo che dopo essere cresciuto in affidamento è costretto a vivere per strada come un vagabondo compiendo piccoli crimini e mettendosi sempre nei guai.

“Per entrare nel ruolo ho letto molti libri sulle case famiglia che adottano i ragazzi. Anche semplici foglietti che gli davano le istruzioni su come fare il bucato o su come cambiare l’olio nella macchina. Queste persone spesso vivono senza supporto familiare e anche scolastico”, racconta Tye Sheridan. E a proposito del regista A.J. Edwards, che è stato un fedele collaboratore di Terrence Malick lavorando insieme a lui per To the WonderSong to Song The Tree of Life, Sheridan dice: “Ho conosciuto Edwards quando avevo dieci anni. E’ stato davvero emozionante lavorare con lui. Ha dipinto i personaggi in modo molto autentico e questo è stato il suo goal”.

La scoperta dell’amore cambierà poi la vita del giovane: “La relazione tra lui e lei è contrastata: lui viene da una famiglia adottiva, mentre lei da una famiglia più classica. Ma tra i due personaggi nascerà una vera e propria sintonia chimica”.

Al centro dei film passati nella sezione Alice nella città nel corso di questa edizione c’è molto spesso il tema del bullismo. “Io sono fortunato – dice Sheridan- perché ho una famiglia alle spalle, tanti amici e colleghi. Tante volte questo supporto viene dato per scontato, ma non è così”. Poi prosegue specificando che se una persona, come nel caso del suo personaggio, non trova più la giusta strada deve “imparare dai propri errori. Per fortuna questo tipo di film rende consapevoli le persone che bisogna intervenire in questo tipo di situazioni”.

Infine sul suo dimenarsi tra grandi blockbusters e film più impegnati dice: “Ovviamente c’è pubblico sia per un tipo di film che per l’altro. Personalmente mi domando sempre quale sia il messaggio dietro un film e se non c’è cerco di evitarlo. Mi piacciono le storie che si legano alla mia vita e alla società. E il cinema mi aiuta a capire meglio me stesso e il mondo che mi circonda come per esempio Inside Out, film d’animazione che ho recentemente visto insieme ai miei nipoti”.

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