Tutti per una (televisione)

Da Cotroneo a Rulli, da De Cataldo a Scola, 100autori all'attacco contro le criticità del sistema tv: siamo al "Turning point"
21 Giugno 2011
Tutti per una (televisione)

Si è svolta ieri sera alla Casa del Cinema a Roma l’Assemblea promossa da 100autori, ANAC e SACT, con il sostegno di ART e DocIt, intitolata “Turning point”.  E’ l’inizio di una nuova fase della battaglia politica degli autori nei confronti di network e produttori televisivi: a fronte della crisi che sta attraversando il sistema editoriale e produttivo della fiction italiana, gli autori hanno in questi anni più volte chiesto alle Associazioni dei produttori e alla RAI tavoli di confronto per ottenere un contratto nazionale e affrontare i problemi urgenti del settore: la scarsa identità dei prodotti, l’appiattimento dei generi, la riduzione del numero di ore di fiction prodotte, dei compensi, dei margini di tempo per la scrittura e per la realizzazione.
Tali richieste sono rimaste lettera morta. Per questo le associazioni degli autori hanno deciso che era giunto il momento di operare un cambiamento radicale, un’inversione di rotta nelle pratiche di lotta: il passaggio ad azioni di natura unilaterale.
Come prima tappa di questo nuovo percorso, gli autori hanno deciso di impegnarsi a non sottoscrivere più contratti in cui appaia la clausola detta “ad approvazione”, che rappresenta il modo per limitare l’autonomia creativa dell’autori, per farli lavorare all`infinito e potenzialmente gratuitamente sullo stesso progetto, e in ultima analisi per non assumersi la responsabilità economica di scelte sbagliate. 
Da Ivan Cotroneo a Francesco Bruni, da Stefano Rulli a Daniele Cesarano passando per Giancarlo De Cataldo, Umberto Contarello, Stefano Bises, Tiziana Aristarco, Ettore Scola fino alle redazioni di Boris, Un Posto al Sole e altre ancora, oltre 340 sceneggiatori e registi di televisione e cinema hanno apposto la propria firma su un impegno scritto a non accettare più contratti che contengano la succitata clausola.
Le associazioni si sono assunte l’impegno di difendere chiunque dovesse incorrere in ritorsioni per tenere fede all’impegno preso. Ma l’evento non si è limitato all’annuncio di questa presa di posizione unilaterale. In un dettagliato documento che verrà inviato domani al Ministero per lo Sviluppo Economico e a tutti i broadcaster, gli autori hanno evidenziato tutte le diverse criticità del sistema televisivo e in particolare del servizio pubblico, chiedendo nuovamente l’apertura di tavoli di confronto con tutte le controparti, e annunciando che da ora in poi non si limiteranno ad aspettare in silenzio una risposta. Se a questa nuova iniziativa non corrisponderà un drastico cambio di mentalità da parte delle controparti (servizio pubblico, broadcaster privati, produttori), quelle 340 firme, e molte altre ancora, non tarderanno a ricomparire in calce a nuovi impegni unilaterali, a riprova che, da ora in poi, gli autori sono pronti a fare da soli.

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