Tutti per Eduardo

"Il suo lascito, far convivere dolore e gioia", dice Edoardo De Angelis. Che dirige Castellitto in Non ti pago e Sabato, domenica e lunedì, dal TFF alla tv
Tutti per Eduardo
SABATO,DOMENICA E LUNEDÌ - Sergio Castellitto - foto di Federico Vacca Massaro

“Una delle lezioni, dei lasciti di Eduardo è la capacità di fare convivere l’elemento doloroso e gioioso, per noi si è tradotta nello stesso fotogramma”. Edoardo De Angelis presenta al 39° Torino Film Festival il secondo e terzo capitolo, dopo Natale in casa Cupiello andato in onda il 22 dicembre dell’anno scorso, della sua trilogia eduardiana: Non ti pago e Sabato, domenica e lunedì, che andranno in onda in prima serata su Rai Uno rispettivamente il 14 e 21 dicembre. “Una versione sublime del Servizio pubblico, e con questo invito da parte del festival il crollo della barriera estetica tra cinema e messa in onda”, commenta De Angelis.

Sulla corrente fortuna di Eduardo, il regista spiega: “Non esiste modernità e attualità in relazione a un classico. Conflitti, desideri passioni che riguardano ogni essere umano sulla faccia della terra, De Filippo li pone insieme, con una giustapposizione paradossale tra il dolore e il divertimento, nonostante il dolore”.

NON TI PAGO – Sergio Castellitto – foto di Elio Di Pace

Per Sergio Castellitto, protagonista maschile di tutte e tre le opere, “Eduardo ha una drammaturgia classica, ovvero eterna. Anni addietro, ricordò Camilleri, l’intercalare ‘perdio!’ di un suo testo venne censurato, viceversa, di Non ti pago è stato censurato ‘io me la dovevo pigliare africana, razza inferiore’, in senso progressista: mi colpisce la migrazione censura, che oggi è figlia della cancel culture, del politically correct”.

E prosegue: “Eduardo è un attore che scriveva, dominava completamente la materia in scrittura e performance, abbastanza unico nella cultura teatrale. Ma noi non ci siamo sottomessi, pur con straordinario rispetto, abbiamo fatto un salto in più, che è la verticalità del cinema di De Angelis, capace di entrare dentro e aprire la psiche di Eduardo”.

Con Castellitto in Sabato c’è Fabrizia Sacchi: “Rosa Priore come Filumena è una icona, va oltre il classico, è un archetipo. Da napoletana ho attinto alla mia profonda incoscienza e lavorato sull’istinto attraverso questa lingua teatrale perfetta”. In Non ti pago c’è Maria Pia Calzone: “Le donne di De Filippo sono archetipi femministi, accoglienti ma combattive, con la capacità di tenere insieme i pezzi delle proprie famiglie e portare amore in ogni pezzo, facendoli comunicare”.

Ancora Castellitto ricorda la prima volta che ha visto Edurado: “Natale in casa Cupiello all’Eliseo, da studente d’Accademia fu come vedere Vasco Rossi, una rockstar, un punto d’arrivo”.

De Angelis osserva nella trilogia una “riflessione sul tema della famiglia. Quando Eduardo parla di famiglia sta parlando di disgregazione, quando parla di padre di crisi patriarcato, il suo è un racconto sul disorientamento, sul Big Bang della famiglia, ma ogni frammento di quella esplosione lo ama. Così da cercare un ordine nuovo”.

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