Travolgente Mike Leigh

Il regista spiazza la Berlinale con Happy-Go-Lucky: "Alla guerra rispondo con la leggerezza"
12 Febbraio 2008
Travolgente Mike Leigh
Una scena del film

Applausi e risate in sala per Mike Leigh. In un concorso finora dominato da drammi e tragedie, il regista vincitore di Cannes e Venezia coi dolorosissimi Segreti e bugie e Il segreto di Vera Drake spiazza e diverte la Berlinale con la leggerezza di Happy Go Lucky. Al centro della pirotecnica commedia, il personaggio interpretato dalla bravissima Sally Hawinks: vulcanica ed eccentrica maestra elementare inglese, che attraversa la vita, guidata da un irriducibile ottimismo e una contagiosa voglia di vivere. “Non la considero affatto una rivoluzione rispetto ai miei film precedenti – mette subito in chiaro Leigh -. Questa è una commedia nel senso puro del termine, ma è soltanto lo sviluppo di elementi che già tutti contenevano. La vera differenza è piuttosto un’altra: affacciandomi a un secolo dominato da guerra e tragedie, ho ritenuto fondamentale resistere al fascino del pessimismo e della catastrofe. Proprio perché tutto intorno il mondo va a rotoli, mi sono deciso a fare questo film. La protagonista altro non è che la risposta gioiosa che alla tristezza che la circonda”.A ribadire il concetto è nella storia il contrasto esasperato fra latravolgente Poppy e il mondo in cui vive. Coloratissima, estroversa edecisamente sopra le righe, la ragazza divide l’appartamento con l’amica Zoe e il tempo con una sorella altrettanto bizzarra. Al di fuori della scuola e del suo microcosmo affettivo, la città in cui si muove sembra però popolata da mostri. Su tutti l’insegnante di scuola guida, che ai suoi scanzonati tentativi di socializzare, risponde vomitandole addosso fobie, ansie e ossessioni. “L’intento di questo mio film – spiega ancora Mike Leigh – è quello di farci riflettere su come viviamo la nostra vita. E’ sicuramente importante confrontarci con il dramma della realtà, ma anche di celebrarne la gioia in tutti i modi possibili”. Non è infatti un caso, che nella sceneggiatura da lui stesso scritta Poppy svolga il ruolo di un’insegnante: “E’ la maestra che tutti noi vorremmo per i nostri figli. Quella che incarna la speranza di trovare ancora persone, in grado di trasmettere un approccio così gioioso anche alle nuove generazioni”.Tinte forti e marcata ironia non vogliono però opporre il personaggio della protagonista al resto del mondo: “La mia intenzione non era affatto quella di ritrarre una realtà in bianco e nero. Volevo al contrario mostrarne tutte le sfumature, senza spiccare giudizi o innalzare barriere. Per quanto in apparenza agli antipodi, la stessa Poppy non è poi così lontana neanche da Vera Drake. Cambiano il contesto e le circostanze, ma lo spirito e il desiderio di contagiare gli altri col proprio ottimismo sono esattamente gli stessi”. A spiccare, fra i tanti passaggi in cui il film strappa grasse risate, è l’approccio della protagonista con il flamenco. Trascinata da una collega a un corso serale, Poppy si imbatte in una squinternata insegnante spagnola, che motiva le alunne, riversando loro addosso le sue frustrazioni sentimentali: “L’ho fatto apposta, perché mi sembrava divertente metterla a confronto con un’ulteriore complicazione. La scelta del flamenco in particolare è nata dal fatto che lo trovo un ballo molto sexy e vitale, ma allo stesso tempo dolentissimo. E poi anche perché mi sono chiesto: oltre a scuola guida e trampolino, che cos’altro potrebbe mai fare una come lei?”. Proprio dal personaggio di Poppy ha non a caso preso corpo l’intero progetto di Happy-Go-Lucky: “In principio era soltanto un’idea. La certezza da cui sono partito era che al centro della storia dovesse esserci lei, una ragazzacapace di guardare il mondo con occhi diversi e guidata da una carica inesauribile”. Da qui l’incontro con la bravissima Sally Hawkins, alla cuistraordinaria mimica e fisicità il film deve gran parte della sua riuscita: “Questo ruolo mi ha insegnato tantissimo. Poppy è talmente aperta e piena d’amore da non arrivare mai a formulare un giudizio negativo sugli altri.Questo voglio portarmi a casa di lei: la sua fame di vivere e la suastraordinaria energia. Interpretarla è stata un’iniezione di sano ottimismo”.

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