Torino in grande

Oltre 200 film per la 27ma edizione del festival, la prima diretta da Amelio. Gran Premio a Kusturica e Coppola, in anteprima documentario di Demme
4 Novembre 2009
Torino in grande

Oltre 200 opere, di cui 42 in anteprima mondiale, per il 27° Torino Film Festival (13-21 novembre), il primo diretto da Gianni Amelio con Emanuela Martini, dopo il biennio di Nanni Moretti. Molte le novità, a incominciare dall’inaugurazione con Nowhere Boy di Sam Taylor Woods, artista inglese poco conosciuta in Italia ma molto quotata all”estero, non a caso Harvey Weinstein ha coprodotto il suo esordio alla regia sull’infanzia di John Lennon. Nuovo di zecca il Gran Premio Torino, assegnato quest’anno a Emir Kusturica per l’inventiva dei suoi film, e alla American Zoetrope di Francis Ford Coppola per il contributo della compagnia di produzione al rinnovamento dell’industria cinematografica statunitense. Tante anteprime, tra cui The Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, il nuovo Francois Ozon (Le refuge), Non ma fille, tu n’iras pas dancer di Christophe Honoré con Chiara Mastroianni e Tetro di Coppola. Due personali dedicate a Nicholas Ray e al giapponese Nagisa Oshima e un concorso di sedici film, 15 opere prime e seconde, provenienti da tutto il mondo, e che saranno giudicate da una giuria presieduta da Sandro Petraglia, in cui abbondano follia, solitudine, disperazione, come l’apocalittico Adás di Roland Vranik, il filippino Baseko Bakal Boys in cui due bambini sopravvivono a stento nell’inferno di Manila o il norvegese Nord di Rune Denstad Langlo con protagonista un addetto agli impianti sciistici affetto da una sindorme causata dal riflesso della neve. Ancora, l’italiano Santina di Gioberto Pignatelli, ispirato a La storia di Elsa Morante, è la cronaca dell’omicidio di una prostituta da parte del giovane amante e sfruttatore.
La musica è uno dei temi portanti del festival, da John Lennon al melò Lulu & Jimi del tedesco Oskar Roehler, film di chiusura, in cui il protagonista si invaghisce delle canzoni di Elvis Presley, passando per il documentario di Jonathan Demme sull’amico Neil Young (Neil Young Trunk Show) al nuovo lavoro di Julian Temple, Oil City Confidential, sulla band dei Dr Feelgood che dai pub inglesi si ritrova catapultata sul palcoscenico. Il sottofondo musicale non manca nel concorso con un esordio americano: Guy and Madeleine On a Park Bench di Damien Chazelle, storia di due giovani che si innamorano a Boston, sulle note della bella colonna sonora di Justin Hurwitz. Occhio anche allo scatenato Made in Hungaria di Gergely Fonyo, in Festa Mobile, liberamente ispirato alla vita della rock star ungherese Miklos Fenyo. Altra novità della 27° edizione la sezione “Figli e amanti” voluta da Amelio: sei registi parlano di film del cuore, colpi di fulmine o opere a cui si sono ispirati. Si incomincia il 16 novembre con Paolo Sorrentino (Roma di Federico Fellini), seguono Gianni Zanasi con Effetto notte di François Truffaut, Mario Martone con Reçōrdacoes da casa Amarela di João Monteiro, Davide Ferrario (Il processo di Orson Welles), Matteo Garrone (Io la conoscevo bene di Pietrangeli). Chiusura sabato 21 novembre con Marco Bellocchio e Giuseppe Verdi di Carmine Gallone.
Uno dei fiori all’occhiello del festival è il TorinoFilmLab, laboratorio internazionale che sostiene registi di tutto il mondo al primo o secondo film, attraverso attività di Training, Development e Funding. È nato nel marzo del 2008 per volontà del direttore del Museo del Cinema Alberto Barbera, ed è un’iniziativa concreta: ossia migliaia di euro (budget di un milione e 140mila) da attribuire a talenti emergenti. Nella prima edizione 5 progetti hanno visto la luce: il costaricano-francese Agua Fría de Mar di Paz Fábrega e l’italiano Le quattro volte di Michelangelo Frammartino – in fase di post-produzione, il thailandese High Society di Aditya Assarat e il tedesco-portoghese Red Cross di Hugo Vieira da Silva, e il francese The Man Who Hides the Forest di Bertrand Mandico, in sviluppo. Per la seconda edizione (15-17 novembre) sono stati coinvolti ben 120 tra sceneggiatori/registi, produttori e venditori internazionali. Un incontro-evento di tre giorni che fa ben sperare per il futuro.

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