Torino cambia passo

"Non era affatto scontato riuscire a mettere in piedi questa edizione", dice Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale. Che presenta il 38° TFF (20 - 28 novembre) insieme al direttore del Festival Stefano Francia Di Celle
Torino cambia passo
OFF_Laboratorio Xké_Foto Andrea Guermani per Fondazione Compagnia di San Paolo (2)

“Siamo riusciti a mettere in cantiere questo festival, cosa che non era per nulla scontata”, così Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, alla conferenza stampa di presentazione del Torino Film Festival, quest’anno giunto alla sua trentottesima edizione.

Un’edizione, che si svolgerà nelle classiche date (dal 20 al 28 novembre), ma che sarà rinnovata sia nella struttura che nella fruizione: per la prima volta infatti alla presenza in sala si affiancherà un programma online grazie a una sala virtuale di 500 posti dove sarà possibile vedere tutti i film in concorso.

Non solo, un’altra grande novità riguarda l’identità visiva. La stella a dodici punte, che costituisce il punto più alto della Mole Antonelliana, ovvero l’edificio simbolo della città di Torino, nonché sede del Museo Nazionale del Cinema, diventerà l’emblema della manifestazione e rappresentazione del nuovo corso del Torino Film Festival.

“Sono torinese e non avevo mai guardato la punta della mole sulla cui cima c’è quest’oggetto molto affascinante. Ai premiati internazionali da ora in poi sarà consegnata una stella come premio”, dice il direttore del Torino Film Festival Stefano Francia Di Celle che poi ha illustrato il programma della kermesse.

Stefano Francia Di Celle (Foto Maurizio Pisani)

A cominciare dalle sei masterclass, una serie di incontri con i grandi protagonisti del cinema: da Imprevedibile Stefania con Stefania Sandrelli e Andrea Occhipinti; Spedizione torinese con Aleksandr Sokurov e i suoi allievi; La natura nel cinema con Giorgio Diritti e Paolo Pejrone; Formare le nuove generazioni di filmmaker con Mohsen Makhmalbaf; Cinema e uguaglianza sociale per un mondo più giusto e sostenibile con Waad Al Kateab e Taghi Amirani; infine Women in film: le voci in evoluzione delle donne nel cinema.

Stefania Sandrelli

In cartellone anche l’anteprima italiana del film The Truffle Hunters, il docufilm diretto e prodotto da Michael Dweck e Gregory Kershaw, con la produzione esecutiva di Luca Guadagnino e la sua Frenesy Film Company, che racconta la vita di alcuni anziani cercatori del tartufo d’Alba, sarà uno degli eventi speciali del festival. “Il Piemonte c’è e oggi riparte dai suoi simboli in Italia e nel mondo”, sottolineano Alberto Cirio e Francescano Leon, rispettivamente il Presidente della Regione Piemonte e l’Assessore regionale alla Cultura.

Quest’anno il festival arriverà in molti punti della città (e non solo) ampliando il suo impatto su tutto il territorio e raggiungendo zone mai prima d’ora coinvolte nella manifestazione.

All’apertura verso il web si affiancherà dunque un forte e rinnovato legame con le realtà cinematografiche e culturali locali, declinando i contenuti del festival anche in luoghi insoliti e coinvolgendo interlocutori e pubblici nuovi.

Tutto si svolgerà in dodici luoghi, che evocano le dodici punte della stella della Mole (le dodici location sono: Mole Antonelliana – Museo Nazionale del Cinema, le sale: Cinema Massimo, Ambrosio Cinecafè, Cinema Classico, le sale di Comunità Acec: Teatro Monterosa, Cinema Teatro Agnelli, Cineteatro Baretti, Film Commission Torino Piemonte, Accademia Albertina di Belle Arti, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Fondazione per la Scuola della Compagnia San Paolo – IC Rita Levi Montalcini Scuola Pascoli, Xké. Il laboratorio della curiosità, MUSA, Le Roi Dancing, Villa d’Agliè e infine La Stella in città).

Il Premio Stella della Mole sarà istituito come riconoscimento massimo con il quale saranno premiati i vincitori del festival al pari de la Palma di Cannes, dell’Orso di Berlino e del Leone di Venezia e sarà realizzato grazie alla collaborazione del Politecnico di Torino e con il coinvolgimento di Competence Industry Manifacturing 4.0.

A proposito di Leone d’Oro, il modello Venezia è stato d’ispirazione per questo festival? “Lo abbiamo studiato a fondo e hanno fatto un lavoro straordinario. Noi abbiamo necessità diverse, ma, come Venezia, nessuno potrà avvicinarsi a una sala senza avere un biglietto già comprato”, conclude Stefano Francia Di Celle.

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