Tanto di Cappuccio

Al via il 4 ottobre in Puglia le riprese di Se sei così, ti dico sì, nuovo film del regista di Uno su due. Con Emilio Solfrizzi e Belén Rodríguez
1 Ottobre 2010
Tanto di Cappuccio

Iniziano lunedì 4 ottobre, a Savelletri di Fasano in Puglia, le riprese di Se sei così, ti dico sì, nuovo film di Eugenio Cappuccio, prodotto dai fratelli Avati per Duea Film in collaborazione con Medusa Film, che lo distribuirà nel 2011. Il film è prodotto con la partecipazione di Apulia Film Commission ed è interpretato da Emilio Solfrizzi e Belén Rodríguez, con Iaia Forte, Roberto De Francesco, Francesca Faiella, Salvatore Marino, Totò Onnis, Manuela Morabito e Roberto Zibetti.
Otto le settimane di lavorazione previste. Con un blog a breve online(www.seseicositidicosi.blogspot.com), il regista, gli attori e la troupe racconteranno il film mentre si gira e dialogheranno con gli appassionati.
Scritto da Eugenio Cappuccio e Claudio Piersanti, e nato da un’idea di Antonio Avati, il film è ambientato tra la Puglia, Roma e il Texas. La storia racconta di Piero Cicala (Emilio Solfrizzi), che è riuscito ad avere il suo momento di successo negli anni ‘80… con una sola canzone, Io, te e il mare, un fuoco di paglia che però ha fruttato un milione di dischi venduti. Purtroppo il protagonista non ha saputo gestire la fortuna e se l’è vista svanire tra le mani. Piero, però, non è un depresso o uno che si butta giù più di tanto: ha carattere, lo stesso carattere forte e solare della Puglia, in cui ha fatto ritorno dopo il breve successo. Ma un’importante trasmissione tv lo ripesca come gloria del passato, invitandolo a Roma. Nella capitale incontrerà la famosissima Talita Cortès (Belén Rodríguez), giunta in città per il lancio di un nuovo prodotto, e al centro di tutte le telecamere della città e del mondo del gossip. I suoi fan circondano addirittura l’albergo che per caso condivide con Piero. Il loro avventuroso incontro, tra orde di fotografi e fan, li porterà addirittura a partire insieme con un aereo privato verso gli Stati Uniti.
Eugenio Cappuccio torna alla regia quattro anni dopo Uno su due: “Ho scelto di fare questo film per tre ragioni fondamentali. La prima, perché c’è stato un incontro fatale con i fratelli Avati. La seconda perché ho sempre girato commedie, dal Caricatore in poi, tutte commedie, con toni e colori e argomenti diversi, ma sono tutte ‘commedie’, credo. Infine, perché posso contare sul cast necessario per questo film. Ho scelto Emilio Solfrizzi perchè ho sempre avuto la nutriente impressione che eravamo stati al liceo insieme, in viaggio insieme, a fare danni insieme… e poi credo sia uno degli attori italiani più versatili e simpatici che abbiamo: per il mio film è unico e insostituibile. E poi è pugliese: poche cose mi fanno ridere e affascinano come il dialetto pugliese; la gestualità, la filosofia di quella gente, la bellezza della Puglia, che è la California italiana. E pare lo diventerà sempre di più. Ci sono molti attori pugliesi nel film, perché un terzo della storia è ambientata là”.
Sostiene Solfrizzi, a proposito dell’ inconfondibile pugliesità, sua e del personaggio: “La provenienza del mio personaggio è la fragile Puglia di un passato prossimo, molto provinciale ma anche romantica e ingenua. Piero incarna tutto questo e nel suo piccolo si regala una rivincita per sé e per la sua terra”.
“Quanto alla cara Belèn”, prosegue Cappuccio, “quando ci siamo incontrati ho avuto la netta impressione, altrettanto nutriente, che mi sarebbe piaciuto molto aver fatto il liceo con lei, dei viaggi insieme, fare danni insieme, insomma quelle sensazioni da ‘ma come mai non ci siamo risentiti prima?’. Battute a parte, Belen incarna nella sua essenza di donna di successo oggi ciò che serve per il film, non farà ‘se stessa’, ma reciterà un ruolo vicino a se stessa. Belén è una figura della modernità, un fenomeno classico della civiltà dello spettacolo, dove impera il potere del corpo. Sono sicuro che, con la fondamentale complicità di Solfrizzi, darà luce al film. È una donna ironica e luminosa. La luce in un film è importante, come l’ironia, e nella vita è lo stesso per entrambe. Insomma, tante ragioni importanti per una storia che è un confronto tra due modi di vivere il successo, due forme di popolarità, una bruciata in un solo episodio, l’altra amministrata con cura”.

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