Sull’ambulanza di The Shift

L'esordiente Alessandro Tonda racconta il suo film, oggi alla Festa del Cinema: "Ragionare sulla possibilità di un dialogo attraverso un film di genere". Coproduzione italo-belga, dal 5 novembre in sala
Sull’ambulanza di The Shift
Il regista Alessandro Tonda sul set di The Shift

“Siamo abituati a mettere barriere tra noi e gli altri, tra la nostra cultura e quella degli altri, tra la nostra religione e quella degli altri. La realtà che stiamo vivendo ci costringe a vivere distanti, proviamo a non avere paura del diverso”.

Alessandro Tonda presenta The Shift, esordio al lungometraggio, coproduzione italo-belga (Notorious Pictures e Tarantula), oggi alla XV Festa del Cinema di Roma e dal 5 novembre al cinema, in 300 copie, con Notorious.

Eden e Abdel irrompono in una scuola di Bruxelles per compiere una strage di coetanei, ma Abdel si fa saltare in aria prima del previsto coinvolgendo Eden nell’esplosione.

Poco dopo i paramedici Isabel (Clotilde Hesme) e Adamo (Adamo Dionisi), accorsi sul posto, caricano sulla loro ambulanza un ragazzo ferito e privo di sensi senza immaginare che si tratta proprio di Eden (Adam Amara).

Quando Isabel si accorge della cintura esplosiva è ormai troppo tardi: Eden si è svegliato e prende il controllo dell’ambulanza, minacciando i paramedici di premere il bottone se non eseguiranno i suoi ordini.

“L’esigenza era quella di ragionare sulla possibilità di un incontro tra le differenze. Come potevamo mettere queste sfumature all’interno di un film di genere? Abbiamo pensato di mettere tre personaggi diversi dentro un contenitore, in movimento, che potrebbe esplodere da un momento all’altro. Vedere se in una circostanza così estrema è possibile stabilire un dialogo. La chiave del film era entrare nei loro occhi”, dice ancora il regista, che ha scritto il film insieme a Davide Orsini.

The Shift

The Shift

Progetto nato al concorso Pitch in the Day, che ha trovato subito l’interesse di Notorious Pictures: “Eravamo affascinati dalla sfida produttiva, per un’opera prima non è un’idea secondaria, quando Alessandro ci presentò il film ci disse sarà un film piccolo-piccolo, tutto girato dentro un’ambulanza”, racconta Daniele Mazzocca di Notorious, che aggiunge: “Ma girare un film in movimento, dentro sei metri quadrati, era una sfida che sulla carta non era vinta. Il progetto iniziale era di otto, dieci righe, ci siamo appassionati al concept e l’abbiamo accompagnato dalla gestazione, dalle primissime fasi. È un piccolo grande film, esordi italiani con questo appeal e potenziale internazionale, con un budget di 3 milioni, 3 milioni e mezzo, non rappresentano la quotidianità del nostro cinema”.

Tra i protagonisti del film, Adamo Dionisi, che dopo Suburra e Dogman, recita in un film internazionale parlando in francese: “Questo è stato il film più difficile che ho fatto. Sapevo però che andavo a fare una cosa molto importante, perché conoscevo le penne di Alessandro e Davide: un’opera dal respiro internazionale, di un’attualità spaventosa”.

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