Strappare lungo i borghi

L'iconico Osvaldo Bevilacqua, ambasciatore di I Borghi più belli d’Italia, ospite a Castiglione Cinema - RdC incontra: "C'è differenza tra essere turisti ed essere viaggiatori"
Strappare lungo i borghi

“Il Trasimeno mi ha portato fortuna. È stato uno dei primi speciali che ho realizzato per il programma Sereno Variabile, che è anche nel Guinness dei Primati per il programma più lungo diretto dalla stessa persona”, racconta Osvaldo Bevilacqua (ambasciatore di I Borghi più belli d’Italia, giornalista e conduttore) nella seconda giornata di Castiglione Cinema RdC Incontra, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo.

“Non avremmo mai pensato che i borghi potessero diventare così importanti. L’associazione è nata quasi come rivalsa contro le grandi mete turistiche. Avevamo in mano un tesoro, l’essenza dell’Italia, dove si respirano esperienze particolari. Il fenomeno negativo però è lo spopolamento, ma per noi non è inarrestabile. I giovani devono poter scegliere se andarsene o restare”, spiega Fiorello Primi, presidente di I Borghi più belli d’Italia.

(Servizio di Giacomo d’Alelio)

Aggiunge Bevilacqua: “Per conoscere in profondità un territorio, bisogna parlare con le persone, interfacciarsi con loro. Solo così si capisce il significato di quella realtà. Non si può saccheggiare, i turisti devono essere consapevoli. C’è differenza tra essere turisti ed essere viaggiatori. C’è una sacralità in tutto questo, l’identità deve essere rispettata. Sono necessarie ascolto e sensibilità. Spesso non ci rendiamo conto di avere vicino qualcosa di straordinario. In giro per l’Italia sono entrato in contatto con giovani che hanno cambiato la loro vita, si sono messi a fare vino. È fantastico. Mi ricordo la storia di un ragazzo. Abitava a New York, il padre aveva un’azienda agricola. Quando è morto, ha scelto di volare in Italia e proseguire con quell’attività. C’è speranza”.

(Servizio di Giacomo d’Alelio)

Proseguendo: “I borghi affascinano, respirano. Da cittadini, possiamo essere attivi, dando consigli. Questo aiuterà l’Italia a riprendersi”. Sul cinema: “Mio padre era un’artista, uno scenografo. Faceva ritratti in Vaticano. Da lui ho preso la passione per i personaggi. Ho intervistato Kevin Costner, Robert Redford. Per Costner ero a Venezia. Lo stavo aspettando fuori dalla sua stanza d’albergo, ma lui intanto urlava al telefono, si stava lasciando con la moglie. Invece Stallone mi ha invitato nel deserto israeliano, sul set di Rambo III. L’appuntamento era alle sei del mattino a Tel Aviv. Mi ricordo le sue trenta guardie del corpo, armate di mitra. Gli ho domandato del Rinascimento italiano, e mi ha sorpreso, perché sapeva tutto. È stata un’esperienza incredibile. Ho anche parlato con Charlton Heston. Mio padre faceva la scenografia di Ben Hur. Abbiamo scattato qualche bella foto. Ho rischiato di fare la comparsa nel film, ma avevo la carnagione troppo chiara”.

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