Stagione da urlo

Autunno-inverno: a ciascuno il suo. Meryl Streep rockstar per Jonathan Demme, Zemeckis sul funambolo Petit, Sollima per “Mafia capitale”. Ce n’è davvero per tutti i gusti
Stagione da urlo
Dove eravamo rimasti

A CIASCUNO IL SUO. Potrebbe essere questo il sottotitolo della nuova stagione cinematografica. Infatti basta scorrere l’elenco dei titoli che ci accompagneranno da inizio settembre sino a fine gennaio, ossia da Operazione: U.N.C.L.E. a The Revenant (il nuovo lavoro di Iñárritu con l’inedita coppia Di Caprio-Hardy), per capire che ci troviamo davanti a una delle offerte autoriali più variegate degli ultimi anni. Basta scegliere il proprio genere del cuore per trovare al suo interno almeno una pellicola (europea o americana) diretta da un maestro, da un grande regista o da un giovane e appassionato filmaker da tenere d’occhio. Ci sarebbe da aprire un capitolo a parte sugli sceneggiatori, ma il discorso diverrebbe lunghissimo, visto che, solo a settembre, torneranno sia Diablo Cody (che firma per Jonathan Demme Dove eravamo rimasti con Meryl Streep rockstar), sia Steven Knight (Adam Jones), senza contare l’esordio di Kurt Sutter, creatore della serie tv Sons of Anarchy, con il dramma pugilistico Billy “The Great”.
Quindi, sia pur a malincuore, per stavolta sorvoleremo in parte sugli scrittori e, nello svelarvi le quindici pellicole imperdibili della prossima stagione (escluso Inside Out, di cui abbiamo già parlato a pag. 32), ci concentreremo principalmente sui cineasti. È vero: mancano le nuove commedie di Peter Bogdanovich (Tutto può accadere a Broadway, 12 novembre) e di Woody Allen (Irrational Man, 25 dicembre), ma quelle diamo per scontato che le vedrete comunque. Angela Bosetto

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Fantastic 4 – I Fantastici Quattro (10 settembre 2015) – Regia Josh Trank Con Miles Teller, Kate Mara. Per il reboot della saga (il fumetto originale è Marvel, ma i diritti cinematografici appartengono alla Fox), il regista Josh Trank (che aveva già distrutto l’archetipo del supereroe in Chronicle) ha affermato di essersi ispirato al suo mito David Cronenberg, il quale ha replicato: “Lo prendo come un complimento”. In fondo i quattro protagonisti (interpretati da Miles Teller, Kate Mara, Michael B. Jordan e Jamie Bell) non sono forse divenuti “fantastici” dopo un’irreversibile mutazione corporea?

 

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Sangue del mio sangue (10 settembre 2015) – Regia Marco Bellocchio Con Lidiya Liberman, Pier Giorgio Bellocchio. Girato con il titolo provvisorio L’ultimo vampiro, il nuovo film di Marco Bellocchio è “una fiaba che parla della fragilità degli uomini e dell’eterno femminino di Goethe”. Ambientata nel Seicento, la vicenda segue le peripezie di Benedetta (Lidiya Liberman), una ragazza nobile che, costretta a farsi monaca contro la propria volontà, seduce il suo confessore (Pier Giorgio Bellocchio) e viene murata viva con l’accusa di stregoneria. Nel cast anche Filippo Timi, Alba Rohrwacher e Roberto Herlitzka.

 



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Via dalla pazza folla (24 settembre 2015) – Regia Thomas Vinterberg Con Carey Mulligan, Matthias Schoenaerts. Thomas Vinterberg debutta nel period drama adattando Thomas Hardy, uno che verso la società nutriva circa la sua stessa fiducia. A sorpresa, però, il regista di Festen non ha scelto Tess dei d’Urberville o Jude l’Oscuro, ma l’opera meno pessimista dell’autore vittoriano. Chissà se questa nuova versione del romanzo (interpretata da Carey Mulligan, Matthias Schoenaerts, Michael Sheen e Tom Sturridge) riuscirà a eguagliare quella del 1967 con Julie Christie, Terence Stamp, Peter Finch e Alan Bates.

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Sicario (24 settembre 2015) – Regia Denis Villeneuve Con Benicio Del Toro, Emily Blunt. Quando l’agente dell’FBI Kate Macer (Emily Blunt) raggiunge il confine messicano per dare il proprio contributo nella guerra contro i cartelli della droga è tanto idealista quando ignara di come funzionino davvero le cose. A illuminarla ci penseranno un membro della CIA (Josh Brolin) e un mercenario (Benicio Del Toro). Se l’Italia è uscita delusa da Cannes, immaginate come l’America ha preso l’esclusione di Denis Villeneuve dal palmarès. La speranza è che si rifaccia, con gli interessi, in sala.

Philippe Petit (Joseph Gordon-Levitt) in TriStar Pictures' THE WALK.

The Walk (01 ottobre 2015) – Regia Robert Zemeckis Con Joseph Gordon-Levitt, Charlotte Le Bon. Il 25 settembre la pellicola di Robert Zemeckis sarà il secondo film in 3D della storia ad aprire il New York Film Festival: un plauso all’uso di tale tecnologia come strumento narrativo (e non come trucco gonfia-biglietti) necessario per mostrare in tutta la sua spettacolarità l’impresa di Philippe Petit (Joseph Gordon-Levitt), il funambolo francese che il 7 agosto 1974 attraversò il World Trade Center da una torre all’altra, sospeso su un cavo d’acciaio. Impresa già raccontata dal doc premio Oscar di James Marsh, Man on Wire (2008).

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Black Mass (08 ottobre 2015) – Regia Scott Cooper Con Johnny Depp, Benedict Cumberbatch. L’ultimo grande ruolo di Johnny Depp, prima che la sua stella si appannasse progressivamente, è stato John Dillinger in Nemico pubblico, quindi cosa potrebbe rischiararla se non interpretare un altro gangster, tipo James “Whitey” Bulger, che negli Anni Settanta era uno dei più temuti e pericolosi criminali d’America? Benedict Cumberbatch ha sostituito Guy Pearce nel ruolo di suo fratello (il politico William Bulger) mentre Joel Edgerton è l’agente dell’FBI John Connolly. Regia di Scott Cooper.

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Suburra (15 ottobre 2015) – Regia Stefano Sollima Con Pierfrancesco Favino, Elio Germano. Uomini corrotti (Pierfrancesco Favino, Elio Germano), criminali spietati (Claudio Amendola, Alessandro Borghi) ed escort di lusso (Giulia Elettra Gorietti) popolano una Roma marcia sino al midollo. L’omonimo noir di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo (che anticipò lo scandalo Mafia Capitale) sbarca sul grande schermo con la sceneggiatura della coppia Rulli-Petraglia e il miglior regista possibile: Stefano Sollima, che ha già portato Bonini al cinema (ACAB) e De Cataldo in tv (Romanzo criminale).

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Crimson Peak (22 ottobre 2015) – Regia Guillermo del Toro Con Mia Wasikowska, Tom Hiddleston. Jane Eyre come l’avrebbe raccontata Mario Bava o Rebecca secondo la Hammer. In quello che promette di essere il tributo definitivo al gotico più turgido, sanguigno e fiammeggiante, Guillermo del Toro opta per un topos classico (nell’Inghilterra di fine Ottocento una giovane scrittrice sposa un misterioso aristocratico il cui fatiscente palazzo nasconde terribili segreti), si vota ai trucchi artigianali e schiera un cast stellare: Mia Wasikowska, Tom Hiddleston, Jessica Chastain e Charlie Hunnam.

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Spectre (05 novembre 2015) – Regia Sam Mendes Con Daniel Craig, Christoph Waltz. Basterà a Sam Mendes mettere in campo l’arcinemico di 007 (l’organizzazione terroristica SP.E.C.T.R.E.) per bissare il trionfo di Skyfall? Il primo record del film appartiene a Monica Bellucci, che, a 50 anni, ruba a Honor Blackman (Goldfinger) il record di Bond girl più âgée di sempre. Le altre new entry sono Christoph Waltz, Léa Seydoux, Dave Bautista e Andrew Scott. Confermati Ralph Fiennes, Ben Whishaw, Naomie Harris, Rory Kinnear e, ovviamente, Daniel Craig, il cui nome ormai è Bond, James Bond.

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Pan (12 novembre 2015) – Regia Joe Wright Con Levi Miller, Hugh Jackman. Posticipato più volte proprio per non farlo scontrare con le pellicole Marvel e Pixar, il fantasy di Joe Wright (incentrato sulle origini del futuro Peter Pan) ambisce a portare al cinema le famiglie al gran completo, emozionando i ragazzini con la prima avventura dell’orfano Peter (Levi Miller) e svelando ai grandi il lato inedito di personaggi che già conoscono, come Capitan Uncino (Garrett Hedlund) o Giglio Tigrato (Rooney Mara). C’è spazio pure per l’inedito pirata Barbanera di Hugh Jackman.

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Midnight Special (26 novembre 2015) – Regia Jeff Nichols Con Michael Shannon, Jaeden Lieberher. Giunto al quarto film, Jeff Nichols è finalmente riuscito a farsi distribuire da una major (la Warner Bros.), ma non rinuncia al suo attore feticcio Michael Shannon, qui nel ruolo di un padre costretto a fuggire con il figlio (Jaeden Lieberher), dopo aver scoperto che il bambino possiede poteri speciali. Completano il cast della pellicola (concepita dall’autore come una riflessione sulla paternità e un omaggio a Starman di John Carpenter) Kirsten Dunst, Adam Driver, Joel Edgerton e Sam Shepard.

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Sopravvissuto – The Martian (26 novembre 2015) Regia Ridley Scott Con Matt Damon, Jessica Chastain. Basato sul romanzo L’uomo di Marte di Andy Weir e sceneggiato da Drew Goddard, il ventitreesimo lungometraggio di Ridley Scott segue il tentativo dell’astronauta botanico Mark Watney (Matt Damon) di sopravvivere sul Pianeta Rosso (dove il resto dell’equipaggio l’ha abbandonato, credendolo morto) nella speranza che la NASA riceva i suoi messaggi e mandi qualcuno a salvarlo. Gli esterni della pellicola sono stati girati a Wadi Rum, il deserto della Giordania che fece da sfondo a Lawrence d’Arabia.

Creed

Creed (26 novembre 2015) – Regia Ryan Coogler Con Sylvester Stallone, Michael B. Jordan. Alla sua opera seconda, il giovane regista Ryan Coogler (Prossima fermata Fruitvale Station, Gran premio della giuria al Sundance Film Festival nel 2013) rischia tutto con lo spin-off della serie Rocky, incentrato sulla figura del giovane e promettente pugile Adonis Johnson Creed (Michael B. Jordan), figlio del defunto Apollo, che chiede all’anziano Balboa (sempre Sylvester Stallone, che produce con i fidati Irwin Winkler e Robert Chartoff) di allenarlo sul ring.

CINEMA: LUCHETTI, IL MIO BERGOGLIO NON SARA' UN SANTINO

Chiamatemi Francesco (03 dicembre 2015) – Regia Daniele Luchetti Con Rodrigo De La Serna, Sergio Hernandez. Nel presentare questo film sulla vita del Papa, Daniele Luchetti ha promesso: “Non sarà un santino, ma la storia di un percorso umano”. Il biopic, in cui Jorge Mario Bergoglio avrà il volto dell’argentino Rodrigo de la Serna (I diari della motocicletta) da giovane e del cileno Sergio Hernández (Gloria) da anziano, sarà rilasciato in doppia versione: cinematografica e televisiva (lunga quattro ore).

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In the Heart of the Sea (07 dicembre 2015) – Regia Ron Howard Con Chris Hemsworth, Cillian Murphy Basato sull’omonimo libro di Nathaniel Philbrick, il kolossal di Ron Howard narra ciò che Herman Melville tacque sulla tragedia della baleniera Essex (affondata nel 1820 da un gigantesco capodoglio), il cui naufragio ispirò il capolavoro Moby Dick. L’assalto del cetaceo fu solo l’inizio di un incubo destinato a sfociare nell’orrore puro. Benjamin Walker interpreta il capitano George Pollard, mentre Chris Hemsworth è il primo ufficiale Owen Chase.

Star Wars: The Force Awakens Ph: Film Frame ©Lucasfilm 2015

Star Wars: Episodio VII – Il risveglio della Forza (16 dicembre 2015) – Regia J.J. Abrams Con Mark Hamill, Harrison Ford Il regista J.J. Abrams vuole che la trama rimanga top secret sino all’ultimo, ma ha confermato che i fatti si svolgono trent’anni dopo Il ritorno dello Jedi, quindi se da una parte ritroviamo gli interpreti storici (Mark Hamill, Harrison Ford, Carrie Fisher, Peter Mayhew, Anthony Daniels e Kenny Baker), dall’altra debuttano nella saga Oscar Isaac, John Boyega, Daisy Ridley, Adam Driver, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Lupita Nyong’o, Gwendoline Christie e Max von Sydow. Che la Forza sia con loro.

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Il ponte delle spie (26 Novembre 2015) – Regia Steven Spielberg Con Tom Hanks, Austin Stowell Steven Spielberg dirige per la quarta volta Tom Hanks nei panni di James Donovan, l’avvocato a cui venne affidato il compito di negoziare il rilascio di Francis Gary Powers, il pilota di un Lockheed U-2 abbattuto e catturato dai russi nel 1960. Il ponte del titolo è il Glienicker Brücke, che unisce Berlino a Potsdam e dove America e Unione Sovietica si scambiarono le rispettive spie prigioniere dal 1962 al 1986. La sceneggiatura di Matt Charman (Suite francese) è stata rivista dai fratelli Coen.

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Joy (16 dicembre 2015) – Regia David O. Russell Con Jennifer Lawrence, Bradley Cooper Jennifer Lawrence in una nuova sfumatura di quello che, per David O. Russell, resta il suo ruolo ideale: la casalinga. Dopo averne mostrato le varianti “vedova depressa licenziata” (Il lato positivo) e “ricca moglie insoddisfatta” (American Hustle), arriva la versione “agguerrita madre single” con il biopic su Joy Mangano, che negli anni novanta divenne una diva della tv grazie alle televendite di prodotti domestici da lei inventati. Al suo fianco gli immancabili Bradley Cooper e Robert De Niro.

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Steve Jobs (21 gennaio 2016) – Regia Danny Boyle Con Michael Fassbender, Seth Rogen. Dopo l’abbandono di Christian Bale, uscito dai giochi insieme al primo regista, David Fincher (quindi niente possibile colonna sonora di Trent Reznor e Atticus Ross), e la rinuncia di Leonardo DiCaprio, Danny Boyle ha trovato il suo Steve Jobs in Michael Fassbender (spalleggiato da Seth Rogen/Steve Wozniak e Kate Winslet/Joanna Hoffman). Chi, invece, non ha mai lasciato il film sin dall’inizio è lo sceneggiatore Aaron Sorkin. Fare meglio di jOBS (2013) non è difficile, fare peggio sarebbe grave.

The Revenant

The Revenant (28 gennaio 2016) – Regia Alejandro González Iñárritu Con Leonardo Di Caprio, Tom Hardy. Speriamo che Leonardo DiCaprio non conti troppo sul ruolo del celebre trapper Hugh Glass (che nel 1823 sopravvisse all’attacco di un orso e poi diede la caccia agli uomini che l’avevano abbandonato moribondo) per vincere il tanto sospirato Oscar perché, dopo le quattro statuette a Birdman, è improbabile che l’Academy benedica un film di Alejandro González Iñárritu per due anni consecutivi. Il colmo sarebbe se Tom Hardy (qui nei panni del traditore John Fitzgerald) gli rubasse scena e candidatura.

 

 

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